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La provocazione

Dopo le palme i banani in Duomo, il regalo di Libero all'assessore Maran

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Dopo l' arrivo delle palme in piazza Duomo, che la scorsa settimana ha scatenato una marea di proteste da parte dei milanesi (in un sondaggio il 77,6 per cento dei lettori ha bocciato il progetto di restyling delle aiuole sponsorizzato da Starbucks, multinazionale del caffè che approderà in piazza Cordusio nel 2018), ieri mattina hanno fatto il loro ingresso circa 50 banani. E sui social imperversano le polemiche: «Lo sapete che quando la vostra sinistra amministrazione si estinguerà, anche palme e banani seguiranno la stessa sorte?», scrive un utente Facebook sul profilo dell' assessore al Verde meneghino, Pierfrancesco Maran.

C' è chi ha ribattezzato il sindaco «Salah», sultano di Milano. Un altro utente propone «di sostituire il Duomo con una moschea, e il cardinale con un bravo imam», mentre per un terzo «Il problema è la perdita di dignità del Comune, che si è inginocchiato a questa antipatica azienda americana. Perché rovinare una piazza che ha una sua identità?».

Ironia della sorte, il paesaggio esotico che si staglia sulla facciata del Duomo non convince neppure il primo cittadino: «A breve faremo la presentazione del progetto - ha dichiarato ieri -, io sono per chiuderla lì. Essendo partito io da una posizione non proprio entusiasta, sono convinto che magari, fra 2 o 3 mesi, mi piacerà».

Sul suo profilo Facebook il leader della Lega, Matteo Salvini, aveva dichiarato: «Palme e banani in piazza Duomo, mancano scimmie e cammelli e poi avremo l' Africa in Italia. I clandestini, del resto, già ci sono». E ieri ha rincarato la dose, con un altro commento sui social: «Non ho parole. Nessuno se la deve prendere con le piante, non hanno colpa: i cretini sono gli esseri umani che hanno deciso e permesso questo scempio».

Critico anche l' ex vicesindaco De Corato di Fratelli d' Italia, che ha indetto una petizione online affinché le piante esotiche vengano rimosse: «L' africanizzazione di Milano procede spedita; i banani arriveranno in tempo per Carnevale, meno male! Così questa carnevalata potrà allietare il centro tra maschere e coriandoli. Peccato che tutto non tornerà alla normalità tra due settimane». Il Piddino Franceschini, ministro dei Beni Culturali, se ne lava le mani: «Le sovrintendenze sono autonome, io non do indicazioni. Ci sono strumenti giuridici per contestare la soprintendenza, la politica non può fare nulla». Per Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia, è una questione di priorità: «Dopo le palme i banani, mentre piazza Duomo è abbandonata a se stessa, tra accattoni e venditori abusivi. Mentre la Galleria rischia di perdere le botteghe storiche. È arrivato il momento di richiamare il sindaco a scelte più vicine al ruolo internazionale di Milano». La prima versione del progetto (a cura dell' architetto Marco Bay) era stata battezzata Foresta tropicale milanese, poi modificata in Giardini milanesi tra XX e XXI secolo. Inoltre, per adeguarsi alla richiesta della Soprintendenza ai beni architettonici, il numero delle piante più grandi è sceso del 40%.

Gli accorgimenti non sono bastati a scongiurare l' atto vandalico di sabato scorso, quando poco dopo mezzanotte un ventenne in montgomery (forse aiutato da complici) ha tentato di dar fuoco a tre palme, fuggendo in direzione Galleria. La polizia locale sta procedendo alla sua identificazione, mentre il centrodestra si chiede come sia possibile che - nel cuore di Milano, dove qualche mese fa è stato predisposto un piano di sorveglianza per scongiurare eventuali attacchi terroristici - un ragazzo abbia potuto agire indisturbato. Il consigliere comunale Alessandro Morelli della Lega ha annunciato che nei prossimi giorni «ci presenteremo con dei pappagalli, perché si completi il restyling esotico della piazza. Forse per Sala gli autoctoni piccioni sono superati quindi, per dare una mano ai promotori di una nuova piazza che faccia invidia a Sharm El Sheikh o Malindi, ci presenteremo con dei simpatici e colorati nuovi volatili, coerentemente col Pd, che tra una cittadinanza facile e le politiche dell' invasione, sta cambiando l' anima di Milano e dell' Italia».

di Andrea E. Cappelli

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Commenti all'articolo

  • angelo41

    24 Febbraio 2017 - 23:11

    Non lo sanno che tale flora mal si concilia con la nebbia, la pioggia e il gelo? Soldi sprecati.

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