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Fini sigla la pace con Storaceper affondare Fratelli d'Italia

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Patto tra Gianfranco e il leader della Destra per resuscitare An e rubare (pochi) voti alla Meloni. Così la diaspora degli eredi del Msi non finirà mai. E il Cav se la ride

Ignazio Stagno
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Benché negli ultimi giorni attutita dai clamori berlusconian-renziani, la voce circola con tale insistenza nei corridoi romani che val la pena riferirla, pur con tutte le cautele che essa richiede: Fini medita il rientro in politica, per il momento non in via diretta, gli sarebbe difficile, ma tramite Storace, con il quale avrebbe stretto un accordo di non belligeranza, pronto a trasformarsi, non appena se ne presentasse l'occasione, in una solida intesa. Un indizio del riavvicinamento si rintraccia anche nel recente libro pubblicato dall'ex presidente della Camera, Il ventennio: l'unico dei sodali d'un tempo cui non è riservato un giudizio sferzante è proprio il suo antico portavoce e capo ufficio stampa. Una coincidenza, questa, che non poteva passare inosservata, ma che non è stata letta nella giusta luce.  A muovere Gianfranco, abile nella tattica ma inconsistente nella strategia, è oggi il risentimento, così come ieri era l'ambizione: dovrebbe nutrirlo verso di sé, per la serie d'imperdonabili sbagli in cui s'è infilato, ma lo rovescia sugli altri, in particolare su chi cerca di costituire una destra al passo coi tempi, cioè Fratelli d'Italia e la sua volonterosa Officina. Continua a leggere l'approfondimento di Renato Besana su Libero in edicola oggi, martedì 3 dicembre

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