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Dieci grazie per la modella "diversamente bella" e per la spiegazione di oscure dinamiche

Il cinismo del marketing, la finestra di Overton e le ipocrisie delle campagne radical riassunte in una sola iniziativa

Andrea Cionci
Andrea Cionci

Storico dell'arte, giornalista e scrittore, si occupa di storia, archeologia e religione. Cultore di opera lirica, ideatore del metodo “Mimerito” sperimentato dal Miur e promotore del progetto di risonanza internazionale “Plinio”, è stato reporter dall'Afghanistan e dall'Himalaya. Ha appena pubblicato il romanzo "Eugénie" (Bibliotheka). Ricercatore del bello, del sano e del vero – per quanto scomodi - vive una relazione complicata con l'Italia che ama alla follia sebbene, non di rado, gli spezzi il cuore

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Innanzitutto complimenti di cuore alla simpatica  Armine Harutyunyan per aver fatto fessi tutti quanti e per essere riuscita a diventare famosa e, si spera, anche ricca. L’augurio per lei è che abbia un carattere forte e un pizzico di opportunismo per sfruttare al massimo la visibilità del momento senza farsi ferire nel profondo dalle critiche feroci che le vengono rivolte non a priori, come vorrebbero farci credere, ma per il ruolo che ricopre.

Un sentito grazie a Gucci perché con la scelta della sua nuova modella ci ha fornito delle importanti chiarificazioni sul mondo della moda, ma non solo.

Abbiamo finalmente capito che il concetto di “bello assoluto” e di “moda” non sono legati. Anzi. Ne avevamo avuto qualche sentore già da qualche anno, vedendo sfilare in passerella vestiti-incubo, probabilmente disegnati dopo severe indigestioni di mitili, ma ora ne abbiamo la certezza: sulla bellezza e lo charme è da qualche decennio che il mondo del fashion ha le idee molto confuse. Anche sul concetto di “nuovo” occorrerebbe qualche ripetizione, dato che una sosia di Armine fu scelta da Vuitton e Jean Paul Gauiter negli anni ’90 e si chiamava Rossy de Palma.

Grazie Gucci per aver dato una svegliata a quei pochi uomini etero rimasti che stravedono per le modelle, individuandole come riferimento estetico del corpo femminile.

Grazie anche per aver svelato a molte ricche signore che non sarà un vestito firmato a renderle assolutamente belle e desiderabili e che possono investire i loro soldi in attività molto più costruttive per acquisire autentico fascino: sport, cultura,  viaggi, salute.

Grazie Gucci perché ci ha anche confermato che questo non è il paese del merito, dove né i più intelligenti, colti e preparati occupano i posti di potere, (su questo c’eravamo arrivati già da un po’), né quelli considerati più belli diventano degni di sfilare in passerella. “Demeritocracy”: un marchio tutto italiano che ora abbiamo divulgato a livello internazionale con lo slogan: “Incompetenti e inadeguati di tutto il mondo, unitevi e accorrete in Italia: avrete i posti migliori”.

Grazie per averci ricordato i livelli di ridicolo cui si possono spingere le campagne buoniste-progressiste, con la loro stucchevole, falsa retorica dell’inclusività e per aver offerto un saggio di come siano in grado di ottenere esattamente l’opposto a quanto si prefiggono apparentemente, suscitando l’ira e il risentimento del pubblico. Ora, infatti, sui social circolano foto di una abbacinante Claudia Schiffer 20enne: una sorta di esorcismo estetico-arianizzante in stile “periodico tedesco del 1938”. Complimenti, risultato raggiunto. Ma lo sappiamo che lo fate apposta, ce ne siamo accorti.

Grazie infatti per averci svelato un classico trucco della "Finestra di Overton". https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/22468975/ratzinger_trucchi_diffondere_idee_moderne.html

La tecnica è chiara: porre il rappresentante di una minoranza che fa comodo in un ruolo per il quale non è chiaramente adeguato, e quando il popolo, prevedibilmente, grida crucifige! replicare inviperiti: “Ecco, lo attaccate perché è diverso. Siete degli …isti e degli …ofobi”.

Grazie Gucci per averci proposto un esempio di scuola sul cinismo del marketing, dove pur di far parlare del proprio marchio si espone al prevedibilissimo ludibrio generale una ragazza di 23 anni, la quale, speriamo, non riporti danni all’autostima per questa gogna evidentemente programmata. Un cinismo paragonabile a quello di un teatro d’opera che facesse cantare un giovane tenore inguaribilmente stonato per ottenere pubblicità grazie ai pomodori lanciatigli dal pubblico. (Includiamo anche gli stonati, no? Forse che solo quelli dotati di una voce bella e potente, di una tecnica vocale sicura, sono degni di cantare in teatro?).

Grazie Gucci anche per aver assestato un colpo mortale al relativismo politicamente corretto, almeno nella sua dimensione estetica. Tutti quei fantocci che oggi sdottorano di Armine citando i “diversi canoni di bellezza contro gli stereotipi occidentali” si sarebbero messi meno in ridicolo  se si fossero spalmati di catrame e poi cosparsi di piume. Il concetto di modella “diversamente bella” sembra infatti  uscito da una battuta dell’ultimo cabarettista di Zelig.

Grazie di cuore per aver qualificato la credibilità etica degli stilisti, che ora fanno i paladini contro il body shaming dopo aver proposto per decenni modelli di bellezza scheletrici, mandando in analisi eserciti di ragazzine affette da dismorfismo e anoressia. Prima la criminale taglia 38, poi le modelle curvy, (da ospedalizzazione immediata), adesso le diversamente belle. Sono per caso in convenzione con il Centro Nazionale Psichiatria dell’Adolescenza?

Grazie Gucci per averci dato ancora una volta conferma del fatto che stiamo vivendo lugubri tempi inversivi dove ogni cosa è messa alla rovescia, e così facendo, per contro-esempio, fornite un’idea molto chiara di ciò che significa un mondo al dritto.  

Innalziamo alla vostra iniziativa un calice di aceto, il quale poverino, al confronto con lo Champagne, potrebbe offendersi e sentirsi discriminato.

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