Scandali

“Galleria neovaticana” di Marco Tosatti documenta la lobby gay ai vertici della Chiesa

E’ uscito da circa un mese lo sconvolgente “Galleria neovaticana. Modernismo, vizi innominabili e corruzione ai tempi di Bergoglio (ed. Radiospada). E’ l’ultimo libro del decano dei vaticanisti  italiani Marco Tosatti, un collega con 40 anni di esperienza giornalistica al massimo livello nel mondo ecclesiastico.

Il volume non è stato recensito dai grandi media e questo – purtroppo va detto -  offre la migliore certificazione del fatto che si tratti di una pubblicazione ben documentata.

Agile e rigoroso, “Galleria neovaticana” riporta le vicende di una serie di personaggi fortemente compromessi per immoralità, (o per copertura di abusi), che ruotano intorno a Francesco e ne costituiscono de facto lo strumento governativo.

Riportiamo di seguito la prefazione dell'arcivescovo Carlo Maria Viganò che già denunciò la condotta del cardinale americano - vicino al clan Obama e grande sostenitore di Bergoglio - Theodore McCarrick, abusatore seriale di seminaristi, poi ridotto allo stato laicale.

Nel libro ci si imbatte nelle vicende altamente scabrose, ma decisamente meno conosciute di molti altri prelati  - e dei loro segretari - che oggi occupano posti di potere nelle più alte gerarchie ecclesiastiche. Ciò che stupisce è come, nonostante i “curriculum”, questi personaggi siano stati nominati in posti chiave.

Emerge anche la questione dell’omosessualità endemica nella Chiesa, termine accuratamente evitato da Bergoglio che parla, piuttosto, di “clericalismo”. La pedofilia c’entra poco o niente qui, dato che gli abusi di cui si tratta sono per la stragrande maggioranza esercitati da ecclesiastici maturi su giovani preti o seminaristi maggiorenni.

Lascia attoniti, peraltro, la testimonianza dello scrittore francese Frédéric Martel, attivista lgbt, autore del voluminoso “Sodoma” che riporta una serie di dicerie sulle abitudini omosessuali del clero alto e basso.

Matteo Matzuzzi, collega de Il Foglio, definì quel libro: “Un estenuante sbrodolamento di pettegolezzi, insinuazioni, allusioni, frasi a effetto non supportate da alcuna statistica o prova, come quella sul fatto che in Vaticano quattro preti su cinque sarebbero gay”.

In “Sodoma”, Martel si dimostra favorevole a Bergoglio mentre attacca, peraltro sulla base di pure illazioni, il card. Burke, ritenuto avversario di Francesco.

Ma la cosa sconcertante è che l’autore di quest’opera pesantemente diffamatoria del clero sia stato OSPITATO PER UNA SETTIMANA AL MESE IN VATICANO.

Lo ammette anche Martel – riporta Tosatti -  quando scrive che mons. Battista Ricca, anfitrione di Santa Marta e nominato dal Pontefice prelato dello IOR, definito da Sandro Magister “il prelato della lobby gay”, che ha visto la sua carriera diplomatica bruscamente troncata per storie collegate all’omosessualità, gli insegna come entrare e muoversi, e gli dà la possibilità di alloggiare una settimana al mese in Vaticano. E incontra anche padre Spadaro, lo spin doctor comunicativo e non solo del Pontefice… Se tutto questo è vero, e ripetiamo che non c’è stata nessuna smentita, né ufficiale né ufficiosa, è legittimo pensare che Sodoma faccia parte di un’operazione permessa dai vertici”.

Lo scopo? Da un lato sarebbe quello di contribuire a sdoganare la pratica omosessuale (non l’omosessualità come condizione) che oggi, per la dottrina cattolica, continua ad essere uno dei “quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio”.

(1-Omicidio volontario 2-Peccato impuro contro natura 3-Oppressione dei poveri 4-Defraudare la giusta mercede a chi lavora).

Dall’altro, quello di screditare l’ala conservatrice accusandola di cupa e ipocrita omofobia secondo il vecchio cliché per il quale chiunque si pronunci contro la pratica omosessuale sia in realtà un gay represso.

 

Prefazione

di Mons. Carlo Maria Viganò

arcivescovo titolare di Ulpiana, già nunzio apostolico negli Stati Uniti d'America


Ringrazio l’amico Tosatti per essersi assunto il gravoso onere di raccogliere, in un’inquietante galleria degli orrori, gli esponenti della composita corte di Francesco. Certamente non possiamo negare che i personaggi qui enumerati non siano stati ordinati e promossi ben prima che Jorge Mario Bergoglio si affacciasse al balcone della Loggia di San Pietro; ma è innegabile che per molti di costoro il cursus honorum ha conosciuto un significativo progresso in questi anni.

Specchio del livello morale della chiesa della misericordia, i prelati e chierici della Galleria bergogliana confermano lo scandalo dato ai fedeli, il disonore arrecato alla Santa Chiesa, l’offesa alla Maestà divina e, non ultima, la sistematica demolizione del prestigio della Gerarchia cattolica. I cui vertici, come avviene peraltro nel mondo civile, mai come oggi sono completamente avulsi dal popolo di Dio, mentre assecondano con cortigiano entusiasmo l’avvento del Nuovo Ordine e della Religione dell’Umanità.

Un’anima pietosa potrà forse esser tentata di usare una qualche indulgenza verso i chierici traviati, rilevando che le loro colpe sono in fondo frutto dell’umana debolezza e che siamo tutti peccatori. Questa forma di tolleranza per un malcostume ormai divenuto endemico al Clero sopravvive da decenni, vantando tra i propri fautori coloro che solitamente ordinano e promuovono i loro intrinseci, condividendone non di rado le colpe. Da costoro, certamente, non saranno mai giudicati né condannati, né la loro coscienza si sentirà oppressa dalla silenziosa disapprovazione di chi non ha una doppia vita. Ma quale dirittura morale, quale dignità ci si può attendere da personaggi che vivono manifestamente rinnegando la loro vocazione e profanando il loro stato sacerdotale? Quale condanna del peccato e del vizio ci si può aspettare, da parte di quanti vi sono sprofondati al punto da non riuscire nemmeno a dissimularne l’attaccamento?

“Questo volume ha il merito di scoprire un mondo di corruzione e di perversione che costituisce la base del consenso di cui godono Papa Francesco e gran parte della gerarchia. Un consenso fondato anche sulla possibilità di manovrare a proprio piacimento i sottoposti, usando le loro colpe o le loro riprovevoli inclinazioni per ottenere un’obbedienza falsa, poiché motivata dal ricatto. Non è certamente questo il modo di governare della Chiesa di Cristo: basterebbe questo per comprendere – in ragione delle promesse di Nostro Signore – che la crisi del corpo ecclesiale ed in particolare della Gerarchia è destinata ad inesorabile sconfitta. “Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effemminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno del Regno di Dio” (1Cor 6, 10).

Guardiamo a quest’opera di Marco Tosatti come ad un primo volume che attende di esser completato. Un volume in cui si possano elencare i santi Pastori che, in questa tempesta che infuria contro la Chiesa Cattolica, sapranno distinguersi non per peccati ma per virtù, al di sopra di ogni ricatto; che sappiano governare conformemente allo scopo per cui essi hanno ricevuto l’autorità, obbedendo a Dio piuttosto che agli uomini; che dimostrino coerenza di vita con l’integrità della professione della Fede. E forse, proprio costringendoci a guardare nell’abisso di immoralità di una parte del Clero, i buoni potranno esser spronati a moltiplicare l’impegno di santità, di umiltà e di sacrificio, in modo da attirare sulla Sposa dell’Agnello quelle benedizioni e quelle grazie che altri oggi tengono lontane. Tempora bona veniant.

Alle anime innamorate di Dio queste pagine ispirino sentimenti di riparazione e di espiazione, invocando al Sommo ed Eterno Sacerdote il dono del pentimento e della conversione per i traviati che continuano a crocifiggerLo rinnegando le solenni promesse che hanno fatto, nelle mani del Vescovo, il giorno della loro Ordinazione. Sia loro di aiuto la Vergine Santissima, Refugium peccatorum, Madre del Sacerdozio.