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I professori per BXVI commentano "Codice Ratzinger": Bergoglio non è papa

Andrea Cionci
Andrea Cionci

Storico dell'arte, giornalista e scrittore, si occupa di storia, archeologia e religione. Cultore di opera lirica, ideatore del metodo “Mimerito” sperimentato dal Miur e promotore del progetto di risonanza internazionale “Plinio”, è stato reporter dall'Afghanistan e dall'Himalaya. Ha appena pubblicato il romanzo "Eugénie" (Bibliotheka). Ricercatore del bello, del sano e del vero – per quanto scomodi - vive una relazione complicata con l'Italia che ama alla follia sebbene, non di rado, gli spezzi il cuore

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E’ passato quasi un anno da quel primo articolo in cui, faticosamente, riuscimmo a trovare dei professionisti che, per primi, ci misero la faccia. Un pugno di “eroici” latinisti, psicologi e avvocati che dissero la verità sul codice di comunicazione con cui papa Benedetto da otto anni faceva capire di non aver mai abdicato, ma di essersi ritirato in “sede impedita”, rimanendo l’unico papa legittimo.

Grazie alla straordinaria liberalità di questo giornale, di strada ne abbiamo fatta e oggi tanti altri professionisti scendono in campo, raccogliendo l’appello lanciato ai lettori di “Codice Ratzinger” QUI per diventare “testimoni di papa Benedetto”. Ecco cosa scrivevamo appena dieci giorni fa: “Chiediamo a quanti fra Voi sono avvocati, giuristi, linguisti, latinisti, professori di lettere e filosofia, psicologi, psichiatri, teologi, canonisti, ecclesiastici, storici, esperti di comunicazione, giornalisti, di inviare a [email protected] un commento di max 20 righe all’inchiesta per testimoniarne la veridicità, ognuno a seconda delle proprie competenze”.

Hanno risposto in tanti e tutti hanno avuto parole estremamente lusinghiere per tale inchiesta e, oggi, ci mettono la firma.

Pubblichiamo i loro riscontri perché, ovunque, il tentativo è quello di far passare per cretini lo scrivente e Voi lettori. Sono tante le strategie di piccolo cabotaggio per tentare di arginare l’erompere della verità.

Diverse librerie e distributori rispondono che “il libro non è disponibile”, mentre essendo una stampa on demand, è SEMPRE disponibile.

Poi c’è il mainstream bergogliano con la sua “dissidenza controllata”: basti pensare che l’ultimo libro su papa Benedetto di Massimo Franco, del Corriere, non cita nemmeno la Declaratio e continua imperterrito a spargere la bufala per cui papa Ratzinger avrebbe detto che “il papa è uno ed è Francesco”. Ne abbiamo scritto QUI.. Al solito, nessuna smentita. Del resto, vi basti pensare che il libro è stato presentato da Mario Monti (sì, proprio lui, l’Attila in loden dell’economia italiana) e da Mons. Galantino, il vescovo per cui “Sodoma è stata salvata dal Signore”.  (Sicuro!).

Più insidioso, il fuoco amico dei collaborazionisti “una cum”, quegli pseudo-cattoconservatori che per interesse economico, paura, o puntiglio intellettuale si ostinano a riconoscere Bergoglio legittimo papa pur scrivendone ogni giorno peste e corna, screditando così lo Spirito Santo che assiste un legittimo pontefice.

Di solito la loro strategia è PASSIVO-AGGRESSIVA, come fanno La Nuova Bussola quotidiana QUI , Aldo Maria Valli, il prof. Massimo Viglione QUI e altri che, più volte sollecitati a un pacifico confronto su un tema di una gravità millenaria, SEMPLICEMENTE NON RISPONDONO e  fanno muro di gomma. C’è poi l’ipse dixit di prelati che calano dall’alto l’11° Comandamento: “Non avrete altro papa all’infuori di Bergoglio”, tipo S.E. Mueller QUI e il vescovo Schneider QUI: di fronte alle nostre rispettose, quasi filiali richieste di delucidazioni, ci hanno lasciato senza nemmeno una comunicazione da parte di un segretario. Ma una volta, nella Chiesa, non si diceva “Veritas summa charitas est?”.

Poi c’è l’attacco sprezzante dei vari Padre Cavalcoli, che ha definito il Codice Ratzinger “complottismoQUI  e del prof. Giovanni Zenone, per il quale si tratta di “cretinate che fanno ridere i polli” QUI  . Infine, a un livello-base, gli insulti personali e il dileggio: “Cionci ciancia”, Cionci è idiota, imbecille, pazzo, diabolico, immorale, profittatore, ebete, asino, fallito, e altri “titoli cruscanti”, per dirla con il Leporello mozartiano.

E così, per rispetto di Voi lettori che, su Libero, seguite l’inchiesta da due anni, abbiamo deciso di pubblicare cosa ne pensano i lettori più titolati a pronunciarsi nel merito della questione. Saranno ebeti anche loro? O forse pagati dallo scrivente? Chissà ora cosa si inventeranno i difensori dell’impostura. Diranno che è un’operazione di marketing, state a vedere, immemori del fatto che l’intera inchiesta, di 200 articoli, è stata prodotta gratuitamente e messa a disposizione del pubblico su Byoblu QUI  .

Comunque, questi professionisti coraggiosi – tra cui ci sono perfino degli atei - possiamo dire che sono gli “ufficiali dell’esercito di papa Benedetto”. Come infatti argomentavamo QUI, il Codice Ratzinger è una specie di geniale sistema autoselezionante per gente di fegato  e buona volontà, disposta a metterci la faccia.  Per capire la situazione, c’è bisogno di apertura mentale, senso logico, intuito, amore per la verità, forza di carattere, intelligenza, pragmatismo e patriottismo, (come virtù laiche), e, in ottica religiosa, fedeltà al papa, fiducia nello Spirito Santo, speranza e carità.

Nell’esercito di papa Benedetto, insomma, viene “arruolato” solo chi HA ORECCHIE PER INTENDERE e non c’è posto per intelligenze rachitiche, insufficienze toraciche logiche, cuori asfittici, perspicacie paralizzate, spiriti depressi, fedi vulnerate, intuiti imbolsiti, o per chiunque si voglia imboscare accampando scuse del tipo “tengo famiglia”, “è solo un’ipotesi”, “chi siamo noi per giudicare”, “Ratzinger è modernista”, “munus e ministerium sono sinonimi”, “sono solo fantasie complottiste”. Tutti costoro sono da considerarsi automaticamente e naturalmente “riformati”, nel senso più ampio del termine. A casa.

Abbiamo capito che sugli “intellettuali cattolici” non si può contare, nemmeno quelli conservatori, e non occorre essere credenti per trovare un’analogia plastica con quanto riporta l’evangelista Luca. Gesù si trovava vicino al Monte degli Ulivi e la folla lo osannava: “Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

E le pietre che gridano oggi, sono pietre preziose.

 

Commenti dai lettori di “Codice Ratzinger” (Byoblu 2022)

Professori di storia, filosofia, latino,  italiano, matematica e storia dell’arte

“Doverosa premessa: chi scrive è agnostico, tendente all’ateo e totalmente estraneo ad ogni appartenenza cristiana o religiosa in generale. Detto questo, “Il codice Ratzinger” è un testo caratterizzato da una logica argomentativa rigorosissima, assoluta, ferrea, cogente ed iper-documentata. L’opera di Cionci appare, senza tema di smentita alcuna, come un saggio dirompente e magnifico nella sua lucida razionalità. L’autore, con raffinata sapienza e magistrale intelletto, va a toccare un tema delicatissimo, estremamente complesso e notevolmente controverso e lo fa con una maestria letteraria senza pari.

Il libro affronta una questione dalla portata storica dirompente e deflagrante, chi scrive è convinto che fra 100 anni si parlerà ancora di questo libro che mi fregio in questo momento di recensire.

Cionci dà vita ad una analisi della questione lucida, tagliente, vibrante, dilaniante nella sua drammatica concretezza, angosciante nella sua logica precisione.Gli esiti a cui giunge l’indagine sono dirompenti e destinati a guidare la pubblica opinione nel momento in cui l’evento più importante dell’ultimo secolo di storia della Chiesa emergerà.

“Il Codice Ratzinger” è destinato ad assurgere a capolavoro indiscusso della saggistica del XXI secolo.

Sinceri complimenti all’autore per aver dato vita ad un testo magistrale nella sua raffinatezza e sconvolgente nella sua sete di verità”.

Prof. Marco Scarponi, docente di filosofia.

“L’opera del dottor Andrea Cionci, che ha trovato compimento organico nel libro “Codice Ratzinger”, mette in luce una questione di portata plurimillenaria che incrocia, a un tempo, il destino di laici e credenti. Perché quello che Benedetto XVI ha fatto – confermando lo schema filosofico e teologico di San Bonaventura – è stato richiamare l’umanità alla propria missione, ossia quella di coniugare fede e ragione, di percorrere un itinerario della mente in Dio. La chiave è quella del lògos, l’unico strumento in grado di stanare le contraddizioni e di riposizionare lo sguardo sulla verità, appunto. Un atto che implica il coraggio dell’intelletto e l’umiltà delle fede; in qualche modo, si tratta di una scelta che trova nella figura di Cristo la propria giustificazione e la promessa di salvezza. Gli argomenti del dottor Cionci e del Codice Ratzinger, mai confutati nel merito logico e contenutistico, confermano la necessità di dissipare riluttanze o astensioni opportunistiche, di prendere una posizione. Poiché sta scritto: «chi vorrà salvare la sua vita, la perderà: chi invece avrà perduto la sua vita per amor mio, la ritroverà”.

Prof. Francesco Bellè, docente di filosofia e storia.

“Da un punto di vista logico, in relazione alle mie competenze, confermo la logica ferrea dell’inchiesta. Non solo ritengo di confermare, ma mi sento anche molto affascinato dalle parole e dalla logica sopraffina di Benedetto XVI, una delizia per la mente. Benedetto XVI usa in certi casi un linguaggio ambiguo che, da un punto di vista logico, sarebbe più corretto definire «volutamente ambivalente» (più significati, più chiavi di lettura, in modo che chi ha orecchie per intendere intenda, chi non le ha capisca una altra cosa e il grano sia separato dalla pula). In tanti altri casi invece il suo linguaggio è veramente tanto chiaro che lo capiscono anche le pietre, vedansi i cosiddetti «messaggi a km zero»”.

Prof. Ing. Alessandro Bettiga, docente di matematica, esperto di logica.

 

“Ho acquistato il fondamentale libro Codice Ratzinger e ritengo che  metta una pietra tombale sulla falsa elezione di Bergoglio che ha fondato una falsa chiesa senza Nostro Signore Gesù Cristo Unico Salvatore del mondo”.

Prof. Costantino Baldi  docente di italiano, storia, geografia.

 

“Ho comprato quattro esemplari del Codice Ratzinger e ne ho inviati tre a sacerdoti bergogliani. Ammiro il “Codice Ratzinger” per l'altissima capacità logico - deduttiva che vi si evidenzia, o anche, per il rigoroso impiego dei metodi sia analitico sia sintetico dell'argomentazione”.

Prof. Renzo Badiini docente di storia e filosofia.

 

“Concordo con quanto si evince dalla lettura del "Codice Ratzinger", sia per la convincente attendibilità dei fatti, sia per lo spirito di comparazione che si desume passo dopo passo confrontando il magistero di Ratzinger con quello di Bergoglio. Stupisce come la maggior parte dei credenti, anziché sviluppare, nella circostanza storica che contempla la compresenza di due papi, l'interesse per quanto emerge dal Codice Ratzinger, preferisca la superficialità indotta dalla fatica dell'approfondimento”.

Prof.  Valerio Maria Tucci, docente di storia dell’arte e pittore.

 

“Il comportamento di Francesco è palesemente, fuori della tradizione e anche contrario al Vangelo. I teologi del Vaticano, nel tentativo di difendere un papa che ritengono valido, minimizzano tutto questo agire, che sarebbe dovuto a difetti di carattere o a un uso inadeguato della lingua italiana da parte di chi non è madrelingua. Non capisco il loro rifiuto di prendere in considerazione la possibilità della nullità canonica di questo papato (che giudicano disastroso), dimostrata da canonisti e giuristi ancor prima che il giornalista A. Cionci, per la curiosità e il desiderio di capire, scrivesse su Libero tutti i suoi articoli parlando di codice Ratzinger”.

Prof.ssa Emma Garibaldi, docente di lettere, laureata in filosofia morale.

 

“I vescovi richiesti di un chiarimento sulle questioni sollevate dalla meticolosa inchiesta di Andrea Cionci, invece di liquidarle infastiditi, farebbero bene a rispondere esprimendosi sul merito, memori del fatto che «la verità va gridata sui tetti» e portando prove e argomentazioni altrettanto cristalline e circostanziate quanto quelle offerte da Cionci”.

Prof. Gian Matteo Corrias, docente di lettere e latinista.

 

“Apprezzo la seria ricerca, corredata da solidi argomenti, condotta dal dott. Andrea Cionci al riguardo delle scelte del Santo Padre Benedetto XVI a partire dalla data dell’11 gennaio 2013: chiaramente il papa ha inteso comunicare oltre quanto la referenzialità della lettera esprimeva, una lettera, peraltro, costantemente straniante nelle scelte lessicali e sintattiche, oltre che nello stile”.

Prof. Gianluca Arca, docente di latino e greco.

 

“Le argomentazioni e le riflessioni esposte, relative al “codice Ratzinger”, sono di tale logica ed evidenza che il loro rigetto non trova alcun’altra sede logica con cui dare convincente conto delle numerose «stranezze» di un testo che, invece, non poteva non essere  pensato e studiato fin nei minimi particolari da Benedetto XVI”.

Prof. Alessandro Scali, docente di Lettere classiche, scrittore e saggista.

 

“Confermo che il convocandum esse nella Declaratio deve essere tradotto, come evidenziato nel libro del dott. Cionci, cioè  con “dovrà essere convocato il conclave per l’elezione del nuovo pontefice da parte di coloro a cui compete”. Il messaggio in codice Ratzinger è volto a sottolineare come l’elezione spetti solo a coloro che hanno diritto, cioè i cardinali di nomina prebergogliana, o popolo autenticamente cattolico di Roma?”.

Prof. Davide Li Greci docente di lettere, latino e storia.

 

“Per due anni, le scoperte del dott. Andrea Cionci, man mano, hanno rafforzato quelle importantissime precedenti e le hanno completate con alcuni aspetti decisivi. Il "Codice Ratzinger" è l'esito di tale paziente inchiesta sui segni e segnali lanciati da un papa in situazione di grande drammaticità, la sede impedita”.

Prof.ssa Victoria-Letitia Campan, docente universitaria di Storia dell'arte cristiana (Romania).

 

 “Dopo aver letto il suo documentatissimo libro "Codice Ratzinger" le confesso con gioia di aver  trovato conferma documentata a tutte le mie convinzioni personali circa la non validità della  rinuncia di Papa Benedetto XVI“. 

Prof.ssa Patrizia Stella, pedagogista, con diploma accademico di Magistero in Scienze religiose.

 

“Volevo complimentarmi per l'inchiesta, molto precisa e puntuale. Ho apprezzato particolarmente la precisione delle fonti che mi ha permesso di verificare la veridicità delle informazioni autonomamente”.

Dott. Marco Purgatorio, storico.

Avvocati e giuristi

“Colpisce l’ambivalenza continua e studiata, nell’arco di otto anni, attribuita alle dichiarazioni di Ratzinger che, nella sostanza, pare ribadire sempre la stessa cosa, ovvero che il papa è lui, Benedetto, e non altri”.

Avv. Prof. Carlo Taormina

 “Dall’11 febbraio 2013, Benedetto XVI continua a parlare in codice, avvertendo che è lui il papa, firmando P.P. (Pater Patrum) oppure impartendo la benedizione apostolica (cosa che solo il papa regnante può fare) e opponendosi a Bergoglio attraverso libri, lettere e interviste. Condivido pienamente i risultati della ricerca di Andrea Cionci anche su “Codice Ratzinger” e credo che Dio giudicherà duramente coloro che non vogliono vedere questa dura realtà e tacciono per codardia o rispetto umano.”

Prof. Antonio José Sánchez Sáez, docente di Diritto presso Università di Siviglia

 

 “Il lavoro del dottor Cionci è meticoloso ed analitico e perviene alla logica conclusione secondo cui quod nullum est,nullum producit effectum, (ciò che è nullo non produce alcun effetto). Esprimo vivo compiacimento per la ricchezza di motivazioni,per l'accattivante stile con il quale le stesse sono state prodotte;manifesto totale adesione a tutte le tesi proposte,soprattutto alla luce della esperienza di avvocato che mi ha consentito di apprezzare la certosina ricostruzione”.

Avv. Emilio Somma, penalista del foro di Napoli

Teologi e sacerdoti

“Da teologo ho seguito nel suo intero svolgersi l'inchiesta del giornalista Andrea Cionci e sono rimasto favorevolmente colpito dalla credibilità degli argomenti portati a favore di una "rinuncia" invalida di Benedetto XVI, che comporterebbe di fatto all'invalidità del Conclave 2013 e all'invalidità dell'elezione al Soglio Pontificio del Vescovo Bergoglio. Mi stupisce che una inchiesta così documentata e razionale non sia stata presa in seria considerazione dagli esperti di Diritto Canonico e come lo stesso Vescovo Bergoglio non abbia ancora istituito una commissione che accerti chi sia attualmente il Vicario di Cristo in terra”. 

Prof. Francesco Salvagnini, teologo

 
"Nessuno prende in giro Dio": tutta questa straordinaria, impeccabile, provata indagine del dott. Andrea Cionci non solo lo dimostra, ma ci dà anche forza, pazienza, Speranza, per contrastare questo colpo di stato vaticano organizzato a San Gallo con l'aiuto della massoneria, rimanendo così fedeli alla vera Chiesa, al vero Magistero, alla vera Tradizione, all'unico vero Papa, Benedetto XVI.

Padre Luis Eduardo Rodríguez Rodríguez, parroco nelle favelas alla periferia di Caracas

 

Psichiatri e psicanalisti

Apprezzo moltissimo “Codice Ratzinger” e lo trovo completo: l’inchiesta su Libero è stata un raffinatissimo lavoro di decrittazione degli scritti e dei comportamenti di papa Benedetto. Le interpretazioni fornite danno senso a quel che in apparenza appare privo di logica. Gesù una volta, rivolgendosi ai sacerdoti, disse: "Se costoro tacessero, griderebbero le pietre" (Luca 19,40). Oggi come ieri, le gerarchie ecclesiastiche tacciono e Dio fa gridare i laici.

Prof. Rocco Quaglia, ordinario di Psicologia dinamica all’Università di Torino

Cionci ci spiega con dovizia di particolari, e con invidiabile conoscenza del Diritto Canonico, il significato dell’ inedita esistenza in vita contemporanea  di due Papi, con argomentazioni che, forse, non sono alla portata di tutti, ma che  devono essere veritiere, dal momento che nessun esperto della Curia è intervenuto a contestarle nel merito, come di certo sarebbe accaduto, e giustamente,   qualora   fossero risultate false o manipolate. A tutt’oggi, le reazioni oscillano tra la rimozione totale dei fatti e l’insulto sdegnoso nei confronti del giornalista.

Dott. Giuseppe Magnarapa, psichiatra e scrittore

La coraggiosa inchiesta del dottor Cionci ha basi inoppugnabili, le dotte osservazioni sulle secolari regole ecclesiastiche confermano la preparazione del ricercatore su temi altamente specialistici.

Dott. Roberto Giacomelli psicoanalista e saggista

Giornalisti

Con il suo caratteristico estro e la sua attenzione ai dettagli, Andrea Cionci ha raggiunto tre obiettivi simultanei: raccogliere un'impressionante serie di prove che dimostrano che Papa Benedetto XVI ha intenzionalmente rassegnato solo l’esercizio pratico del potere, e non l'ufficio, del papato; smantellare l'inattuabile teoria dell'”errore sostanziale”; e fornire un quadro coerente in cui comprendere la Sede Impedita istituita da Sua Santità per proteggere l'integrità della Chiesa di Cristo. Il nuovo libro di Cionci, “Codice Ratzinger” - il culmine di oltre due anni di minuziose ricerche - analizza tutte le dichiarazioni del Santo Padre attraverso la corrispondenza personale, le dichiarazioni ufficiali del "Papa emerito" e le interviste ai media. Pochi hanno impiegato più tempo, energia e capacità investigative di Andrea Cionci in questa lotta globale per la verità. Significativamente, i suoi critici sembrano dilettarsi a deriderlo o a cambiare argomento. Quello che non fanno è confutarlo: una "missione fallita" che la dice lunga. Se volete capire perché Benedetto XVI si comporta, scrive e parla come il vero Vicario di Cristo, iniziate con l'affascinante esposizione di Cionci di ciò che è nascosto in piena vista.

Patrick Coffin, autore, già conduttore del programma radiofonico cattolico n.1 in America, "Catholic Answers Live”

 

 “Codice Ratzinger” è un’inchiesta unica, che raccoglie fatti e dichiarazioni incontrovertibili, passandole al vaglio spietato della ragione. Credo che la lettura di questo libro sia un must per ogni credente, ma anche per ogni laico e per chiunque cerchi la verità, garanzia di ogni vera libertà. Il successore di Pietro, infatti, non è solo il leader spirituale della Chiesa cattolica, ma anche il monarca assoluto di un piccolissimo Stato, in grado di condizionare le scelte di milioni di cattolici, circa il 17% della popolazione mondiale. Nel suo libro-inchiesta, l’autore, avvalendosi della consulenza di canonisti, giuristi, psichiatri, psicologi, latinisti, storici e dantisti, fonti alla mano, dimostra come le cosiddette “dimissioni” di Benedetto XVI siano intenzionalmente invalide. Questo farebbe di Jorge Mario Bergoglio «un antipapa usurpatore seduto sul trono di Pietro». Sapere se sul soglio pontificio siede un vero papa oppure un alfiere del Nuovo Ordine Mondiale è di capitale importanza per il futuro non solo della Chiesa cattolica ma dell’intera umanità. La posta in gioco è altissima: la magna quaestio chiama in causa ogni persona libera, capace di intendere e di volere. Nessuno può sottrarsi a questa grande responsabilità. Ognuno è chiamato a prendere posizione”.

Dott. Armando Savini, economista, saggista, già docente

 

“Nessuno o quasi dei maggiori intellettuali e vaticanisti italiani ha ritenuto Cionci degno di una risposta nel merito di quanto sostiene e documenta. È stato anzi dileggiato e apertamente insultato. Mi chiedo se non ci sia bisogno di scapigliati come lui, uomini talmente liberi da dichiarare guerra a ciò che il mondo intero crede, non tanto per ansia di potere la verità, ma perché la verità esiste, e onestamente l’abbiamo persa di vista.  Comunque vada,”Codice Ratzinger” è un’altra conseguenza della ferita profondissima che si è aperta nella Chiesa di Cristo il giorno delle dimissioni di Benedetto XVI”.

Mattia Spanò, copywriter, redattore, esperto di relazioni internazionali

 

“Il Codice Ratzinger è un lavoro fondamentale che qualcuno doveva fare. Cionci si è limitato a mettere insieme i pezzi del puzzle e a dare un senso a tutto: Benedetto è stato più intelligente dei suoi nemici. Ha usato le armi che poteva usare e ha detto a tutti noi che abbiamo a cuore la verità: “sono ancora il Papa in sede impedita”. Con tanti esempi del Codice di Ratzinger, non ci sono dubbi. Chi non vuole vederlo è perché ha interessi oscuri o perché è infastidito dalla realtà, che supera sempre la finzione”.

Arturo Picatoste, giornalista e youtuber cattolico (Spagna)

  

"Sosteneva Agatha Christie che «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Nel caso della Magna Quaestio, il primo indizio si trova nella contestualizzazione storica degli eventi che precedettero il "passo di lato" di Sua Santità Benedetto XVI nel febbraio 2013. Il secondo indizio si trova nella Declaratio del febbraio 2013.  Il terzo e ultimo indizio è quello che Andrea Cionci ha brillantemente definito "Codice Ratzinger": l’arguto e fine modus communicandi fatto di anfibolie, giochi di parole, enigmi e autentici rompicapi (a volte venati anche da un filo di ironia), adottato negli ultimi nove anni da Papa Benedetto per inviare messaggi dal suo auto esilio in sede impedita”.

Dott. Mirko Ciminiello, giornalista e scrittore

 

“L’opera di Andrea Cionci è fondamentale sia per chi è direttamente interessato alla fede Cattolica in quanto fedele, che ai cristiani in generale, certi che da millenni il cristianissimo s'irradia da Roma. Può essere altrettanto importante leggere la vicenda delle dimissioni, per capire dove va il mondo, soprattutto in questo momento di guerra per procura tra l'Occidente a trazione statunitense e una Russia con alle spalle i paesi BRICS+ ansiosi di scrollarsi dal giogo di Washington.

 Col. Luciano Bonazzi, analista geopolitico

Medici

 

Il libro "Codice Ratzinger" chiarisce in modo inequivocabile il dramma apocalittico che stiamo vivendo: un Papa in sede impedita e un antipapa usurpatore del Trono Petrino.

Dott. Carla Polsinelli, medico-Chirurgo specialista

Le prove che via via ha portato sono inconfutabili. Soprattutto voglio sottolineare l’importanza, per me credente, che un giornalista “libero” testimoni, confermi e documenti la predicazione del sacerdote più perseguitato di sempre. Grazie per questa grande opera di verità.

Dott. Beppe Poletti, medico di Bologna

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