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Angelo Borrelli scommette sulla "tenerezza" (ma sa già di perdere?)

Andrea Tempestini
Andrea Tempestini

Milanese convinto, classe 1986, a "Libero" dal 2010, caporedattore e digital editor di Liberoquotidiano.it. Il mio sogno frustrato è l'Nba. Adoro Vespe, gatti, negroni e mr. Panofsky.

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"Temo che ripercorrere quel metro che oggi ci separa sarà molto difficile: con le necessarie pratiche di prevenzione ne abbiamo interiorizzato anche paure ed ansie, dovremmo essere abili a riavvicinarci all’altro gradualmente, senza perderne la fiducia, coltivando la tenerezza"
Angelo Borrelli (Corriere della Sera)

Che ne sarà di noi, quando avremo archiviato il coronavirus? Angelo Borrelli, mister protezione civile, si spende anche su questo punto. Ultima risposta a un'ultima domanda di un'intervista piuttosto lunga. Stop a bollettini, scenari, rischi epidemiologici: largo ai sentimenti. Come superare la barriera fisica e psicologica del metro di distanza dalle altre persone? "Coltivando la tenerezza", suggerisce Borrelli. Ma suggerisce anche di non credere troppo alla praticabilità del progetto: "Ripercorrere quel metro sarà molto difficile". 

Qualche considerazione. Primo: non mi dispiace che il capo della Protezione civile faccia emergere questa sua umanità, questa sua concezione. Per intendersi avevo trovato sgradevole lo pseudo-appello alla meditazione e all'auto-miglioramento di Giuseppe Conte, soprattutto perché riguardava un qualcosa in itinere (la quarantena, l'isolamento). Qui si parla del "poi" e dunque tutto è concesso.

Seconda considerazione: mi sembra di comprendere che Borrelli si schieri tra quelli certi del fatto che questa intera vicenda, in una certa misura, stravolgerà le nostre vite a tempo indeterminato, teoria sulla quale mi permetto (ancora) di avanzare qualche dubbio.

Terza considerazione: mi pare altrettanto certo (ribadisco) che il capo della Protezione civile non nutra particolare fiducia nel genere umano - "sarà molto difficile" - e mi trovo perfettamente d'accordo con lui.

Quarta considerazione: "Tenerezza". Non riesco davvero a capire se quella parola abbia un senso (il che non significa che stia dicendo che non ne abbia, applicata al contesto del "ripercorrere il metro che ci separa"). Forse ne ha, forse è la chiave di tutto, forse non c'entra nulla. Di sicuro però quando sento pronunciare la parola "tenerezza" da un personaggio pubblico e in un contesto pubblico mi viene in mente Beppe Severgnini, piuttosto incline all'uso del lemma. E quindi dubito.
 

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