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Osteria-Europa, un Rutte ci seppellirà

Andrea Tempestini
Andrea Tempestini

Milanese convinto, classe 1986, a "Libero" dal 2010, caporedattore e digital editor di Liberoquotidiano.it. Il mio sogno frustrato è l'Nba. Adoro Vespe, gatti, negroni e mr. Panofsky.

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"Soldi da regalare, non da prestare"
Mark Rutte (La Stampa)


C'è un nuovo (oddio, nuovo...) super-falco, si chiama Mark Rutte ed è il premier olandese. Uno che ringhia "nein" più forte di Angela Merkel, giusto per capire il tipino con cui abbiamo a che fare. La questione è quella dell'aspro dibattito (inesistente) su Eurobond o Mes. Inesistente perché il dibattito, detta in termini spicci, si riduce a: Eurobond no, Mes con cappio (le chiamano "condizionalità") sì. E più che aspro, è amaro: aspro varrebbe per tutti, amaro al contrario si applica a casi specifici (Italia, Spagna, eccezionalmente anche un po' di Francia).

I tecnicismi li lascio ad altri, ben più ferrati. Epperò da europeista relativamente e moderatamente persuaso (la parola "convinto" soprattutto ora mi sembra un poco eccessiva), quelle parole sui "soldi da regalare, non da prestare", riportate da La Stampa, mi fanno incazzare. L'assunto del singor Rutte è semplice: "regaliamogli" 1 miliardo di euro (peanuts, per l'emergenza coronavirus) piuttosto che "prestarne" 10. Tanto gli italiani sono maneggioni, magnoni e ladroni e non ce li ridaranno mai. Nessuna logica, parecchio pregiduzio, roba da osteria: un Rutte ci seppellirà.

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