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Togli quella cipria, per favore

La campagna contro le discriminazioni di genere

Brunella Bolloli
Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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 Morena Mancinelli una delle protagoniste del video  Foto:  Morena Mancinelli una delle protagoniste del video 
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Spesso ci accusano di bluffare usando le armi che abbiamo nella borsa: cipria, mascara, pennelli per gli occhi, rossetto. Di nascondere la nostra vera natura sotto uno strato di fondotinta che cancella ogni imperfezione. Ci dicono che noi, in quanto donne, possiamo truccare le carte della vita con la facilità con cui ci trucchiamo il viso la mattina e quindi è come se dovessimo sempre dimostrare di non essere "finte" ma di valere comunque, a prescindere dal colore che abbiamo scelto quel giorno per sfumare le palpebre con il rimmel e dalla gonna che indossiamo. Oppure quando pensano di fare un complimento e dicono: "sei bella anche acqua e sapone" e sui social è pieno di confronti, di prima e dopo il maquillage, in un giochino triste che ricorda dottor Jekyll e Mister Hyde come se tutto ruotasse sempre attorno all'aspetto estetico e non si potesse invece andare oltre, a vedere cosa c'è sotto quel velo d terra rosa che molte donne si mettono (ma ormai anche parecchi uomini) per vezzo, più che per reale necessità. Ecco, si chiama #senzatrucco la campagna lanciata su Internet da un gruppo di donne, di varia provenienza e diverse attività, per sensibilizzare sul tema del body-shaming, cioè il bullismo dell'aspetto, la discriminazione di genere che si ferma a guardare l'involucro esterno di una persona -  i suoi chili di troppo o di meno, i suoi difetti, il look non troppo alla moda, la pettinatura - e non va oltre, all'essenza dell'individuo, uomo o donna che sia. #Senzatrucco è un breve video postato in Rete da giornaliste, dottoresse, fisioterapiste, casalinghe, modelle, studentesse, una provocazione per dire basta a chi non distingue il valore di una lavoratrice, in qualunque ambito operi. Noi ci strucchiamo e siamo sempre noi, ma voi che giudicate? Perché il vero trucco è  la retribuzione diversa,  a parità di mansioni, tra uomini e donne e non la pennellata di phard che ci mettiamo, a volte, sulla faccia per nascondere le occhiaie. 

Promotrici e prime firmatarie di #senzatrucco:  https://youtu.be/n-tMNMNpn4E

Cristiana Cimmino, giornalista 
Morena Mancinelli, giornalista 

Rory Cappelli, giornalista Repubblica
Francesca De Seta, giornalista pubblicista
Fiammetta Cupellaro, giornalista 
Renata Palma, giornalista e saggista
Angiola Codacci Pisanelli, giornalista 
Maria D'Amico, giornalista Azienda Ospedaliera San Camillo di Roma
Paola Bergami, giornalista
Simona Caprari, madre e modella
Roberta Migliaccio, scrittrice
Roberta Mauro, casalinga
Paola D'Alu, fisioterapista
Sabrina Pari, impiegata
Elena Zedda, impiegata
Francesca Signorini, insegnante precaria
Camilla Paoluzi, studentessa 15enne che ha curato il montaggio del video 

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