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Rsa verso la riapertura, un abbraccio vero allunga la vita

Brunella Bolloli
Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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Il generale Figliuolo ha appena annunciato che l'obiettivo delle 500mila vaccinazioni al giorno in Italia è stato raggiunto. La Lombardia, che ha pianto più morti di tutti e ha commesso troppi errori durante la prima ondata, specie nelle Rsa, sta vaccinando veloce per guadagnare il tempo perduto. I fragili sono quasi tutti al sicuro e gli over 80 hanno ricevuto almeno la prima dose. Eppure da oltre un anno tanti anziani, dirottati nelle case di riposo, non possono vedere i propri cari, se non tramite una videochiamata. Per tristezza e solitudine qualcuno ci ha rimesso la vita, perché dove non è arrivato il Covid a uccidere, ci hanno pensato la depressione, il decadimento fisico e psicologico.  Il terrore di contagiare gli anziani è una costante per tanti figli, nipoti, bisnipoti che, responsabilmente, hanno capito la gravità del virus e hanno compreso che non dà scampo a chi è più in grande di età e ha meno difese. Nessuno vuole ripetere lo sbaglio, drammatico, di andare a infettare chi meno di tutti dovrebbe essere infettato. Nessuno intende accostare persone contagiate, reduci da influenza, ancora positive agli ospiti di una Rsa. Ma se gli anziani sono vaccinati, se i familiari hanno fatto un tampone risultato negativo, se ci sono le opportune precauzioni, forse è giunto il tempo di eliminare gli abbracci di plastica e di spegnere le videotelefonate per passare a un contatto vero, a un sorriso "in presenza".  Lo chiedono in tanti ormai e il governo ha accolto il grido di dolore del comitato Orsan (Open Rsa now) presieduto e organizzato da Dario Francolino, il quale ha perfino scritto un appello al presidente Mattarella affinché il tema delle Rsa chiuse fosse al centro dell'attenzione e non ci fosse il caos delle aperture arbitrarie, con Regioni che aprono e altre che restano immobili.  Francolino è riuscito a sollevare la questione, Ci sono state due interrogazioni parlamentari e un impegno del governo sulla riapertura delle Rsa, qualcosa che fa sperare milioni di famiglie in ansia per i propri nonni. Si è mossa subito la deputata di Forza Italia Giusy Versace con una interrogazione e lo stesso ha fatto Celeste D'Arrando del Movimento Cinquestelle. Sandra Zampa, già viceministro della Salute e oggi consulente dello stesso dicastero, ha assicurato che il ministero <ha emanato due circolari per assicurare le visite in presenza, ma sono le Regioni che devono applicarle correttamente>. Si parla del Green Pass per assicurare che tutto avvenga in sicurezza, che l'abbraccio non sia più di plastica ma reale e, soprattutto, nessuno si ammali di più nelle Rsa.  

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