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Due sorelle e le ferite del passato mai curate

Lucia Esposito
Lucia Esposito

Da grande volevo fare la giornalista e così, diversi anni fa, da Napoli sono arrivata a Milano per uno stage di due mesi. Non sono più tornata. Responsabile Cultura di Libero, accumulatrice seriale e compulsiva di libri e pensieri. Profondamente inquieta, alla ricerca costante di orizzonti in cui ritrovarmi (o perdermi).

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Borgo Sud di Donatella Di Pietrantonio (Einaudi, 160 pp. euro 18) è un libro da cui è difficile liberarsi e così,  anche dopo aver letto l'ultima pagina, le protagoniste continuano a farti compagnia, quel senso di abbandono che accompagna la loro vita esce dal libro e si materializza, trasformandosi  in un interrogativo che accompagna il lettore per un po' di giorni.  Perché la storia di Adriana e dell' Arminuta  risuona dentro così a lungo? Credo che la risposta sia nella scrittura dell'autrice. Lo stile asciutto, essenziale come le vite delle protagoniste. La prosa disadorna come la casa in cui le due giovani donne sono cresciute impongono al lettore di cercare gli aggettivi e gli avverbi, di riempire da solo quegli spazi che l'autrice lascia aperti. Le parole  sembrano scelte una ad una, ciascuna è necessaria e si incastona nel romanzo come un cesello. Sono spesso ruvide come il carattere della gente di Borgo Sud, aguzze e taglienti come certi sguardi di sfida. 

 Pietrantonio si è imposta ai lettori con  il romanzo che ha scritto nel 2017, L 'Arminuta, che è stato tradotto in 25 Paesi e ha vinto il Premio Campiello. Borgo Sud è il seguito che tuttavia si legge anche senza aver conosciuto l'infanzia dell' Arminuta.  (che vuol dire la Ritornata). In questo secondo romanzo, l 'Arminuta è cresciuta e un giorno sua sorella Adriana irrompe nella sua  vita di donna appena sposata e la costringe a fare i conti con quel passato da cui era scappata. Un distacco non solo fisico. Aveva studiato, sposato un rampollo della buona società di Pescara, aveva una casa con vista sul mare. Adriana, dicevamo, irrompe nella vita dell'Arminuta come <una rivelazione>. Le due sono state figlie di una madre che era congelata nel dolore per la perdita di un altro figlio, Vincenzo.

Vincenzo era l'unico con cui si relazionava, per il resto la vita di questa donna era un susseguirsi di gesti meccanici, aridi e solenni allo stesso tempo. <Mia madre si è dedicata tutta a Vincenzo giù al camposanto. Una specie di anestesia l'ha protetta da noi, i sopravvissuti. Ha riservato le cure all'unico che non ne aveva più bisogno. Quante volte sono stata gelosa di un morto.  Il ricordo è una forma di recriminazione. E' il perdono che non trovo.>, scrive l'autrice. La famiglia qui non è un luogo sicuro. E' l'origine di tutte le insicurezze che attraversano la vita dell'Arminuta e di sua sorella. Poi ci sono gli amori. grandi e sbagliati. E sarà Adriana  a togliere il velo della felicità dal matrimonio di sua sorella. Cosa nascondono i ritardi del marito,  le assenze e i silenzi? l'Arminuta deve tornare a Borgo Sud dalla Francia, deve attraversare gli sguardi di quella gente, tornare in quella casa dove sua madre aveva lanciato una maledizione sulla sorella Adriana, vedere quest'ultima attraversare la prova più difficili di tutta la sua vita sgangherata  per poter far pace con il passato. E guardare avanti. 

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