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Dior si arrende: dopo le sfilate gli abiti vanno subito in boutique, invece di aspettare sei mesi

Collezione presentata a Shanghai

Daniela Mastromattei
Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei è caposervizio di Libero, dove si occupa di attualità, costume, moda e animali. Ha cominciato a fare la giornalista al quotidiano Il Messaggero, dopo un periodo a Mediaset ha preferito tornare alla carta stampata

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Mentre si osservano in Borsa le grandi performance di Christian Dior (in rialzo del 3,02%) rispetto all’andamento del World Luxury Index, la casa francese rivoluziona il trend delle sue sfilate con un inaspettato risvolto in chiave see now-buy now.c La collezione pre-fall 2021 di Maria Grazia Chiuri,  presentata durante la Shanghai Fashion Week al Long Museum West Bund davanti a un pubblico di mille persone, arriverà infatti nelle boutique durante il mese di aprile. Evviva. 
Non dobbiamo più aspettare mesi per vedere nei negozi i capi visti in passerella. Alcuni abiti erano disponibili per la consegna immediata già la sera stessa della presentazione, inclusa una nuova versione della borsa “Caro”, che verrà lanciata esclusivamente in Cina. «Ho sentito la necessità di lavorare a qualcosa di completamente diverso», ha spiegato il direttore creativo di Dior donna. «È stato molto bello per me tornare al mio primo ricordo della moda, a quando ero giovane e andavo al negozio Fiorucci, per trovare la stessa energia, lo stesso amore, la stessa sorpresa». Non dimentichiamo che Maria Grazia Chiuri è romana e quindi si riferisce alla boutique di via Nazionale, sempre piena di artisti, personaggi e gente comune in cerca di novità stilistiche. Chiuri ha spiegato di aver preso spunto dalla rielaborazione Pop Art di Andy Warhol dei dipinti rinascimentali. «La mia idea era di lavorare su Dior con lo stesso atteggiamento, perché penso che Pop dia questa idea di libertà, di felicità, che credo sia così importante in questo momento in cui siamo un po' “depressi”», ha commentato. Da qui il motivo floreale psichedelico sul velluto nero del top indossato sulla gonna a ruota in tulle. E poi tanto maculato ed effetti metallici. Il leopardato tanto amato da Elio Fiorucci forse non è in linea con Dior, anche se qualche traccia negli archivi storici della maison c’è. Ed è un trench stampa animalier che risale agli anni Cinquanta. 
E poi in passerella è tutta una rete: la gonna di paillettes con sopra una tuta a rete, il completo in pelle spalmata effetto vernice composto da giacca e shorts, con calze a rete, ampie gonne a ruota in tulle (il must) e cannottiere con paillettes. Non solo: sneakers e smanicati in pieno stile college. Lo show della maison francese è stato visto in live streaming da 126 milioni di persone sulle piattaforme di Dior e su nove canali di social media cinesi, tra cui Tmall. Pietro Beccari, presidente e CEO di Christian Dior Couture, ha chiarito però che la griffe non ha intenzione di entrare nella piattaforma di e-commerce di Alibaba. Questo ci piace. Stiamo sempre parlando di Dior. 
La sfilata a Shanghai è stata emozionante, con il sapore delle prime volte. La maison non aveva mai sfilato prima d’ora con una pre-collezione, ma soprattutto dopo mesi di lockdown e presentazioni digitali e a porte chiuse tornare in una sala del Long Museum West Bund colma di ospiti seduti vicini, senza mascherina, fino in sesta fila è stato un ritorno alla vita normale. 
DANIELA MASTROMATTEI
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