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Lo stile punk-rock di Chanel nella sfida tra Gen Z e Millennials

Collezione crociera 2021-2022

Daniela Mastromattei
Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei è caposervizio di Libero, dove si occupa di attualità, costume, moda e animali. Ha cominciato a fare la giornalista al quotidiano Il Messaggero, dopo un periodo a Mediaset ha preferito tornare alla carta stampata

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A sorpresa, la sfilata Chanel Cruise 2021-2022 presenta un lato punk-rock che non ci saremmo mai aspettati. Stupisce la svolta della griffe elegante e sofisticata per eccellenza, soprattutto per il beauty look curato dalla make-up artist di Chanel Lucia Pica e dall’hairstylist Damien Boissinot.
Nella collezione viene celebrata la donna libera. Libera di essere se stessa. Libera di scegliere tra il bianco e nero, tra abiti corti a maniche lunghe (caratterizzate a volte da decori floreali) e vestiti monospalla con morbide balze. Tante frange in pelle, perline e paillettes, t-shirt con il volto della modella Lola Nicon come rock star, indossate con abiti di tweed bordati da ampie trecce. E al tramonto sul mare, spuntano sinuosissimi caftani dai profondi scolli a V che cadono fluidi lunghi a toccare terra. Chanel trae ispirazione dall’icona della moda Stella Tennant, la supertop inglese scomparsa lo scorso dicembre. A lei sono dedicati l’anello piercing per le labbra con la doppia C indossato da alcune modelle, il cat eye nero, un trucco dalla doppia linea nera, allungata e spessa, disegnata con la matita. In passerella capelli mossi a onde portati lateralmente con una riga così bassa che arriva a coprire lo zigomo o il caschetto con la frangia e il taglio scalato. Troneggiano sulla testa anche fermagli giganti e cerchietti punk-chic.
E ora non resta che aspettare quali delle due generazioni a confronto, o meglio in sfida, del momento prenderanno come vangelo lo stile appena lanciato da Chanel (nella foto). Nella loro guerra a colpi di look e tendenze i Millennials sono stati da poco considerati fuori moda dalla Gen Z. Tutto messo nero su bianco e affidato a TikTok, la loro piattaforma social. Sulla quale i vecchi, si fa per dire, Millennials vengono accusati di essere ormai obsoleti per come pensano, come vivono, come si conciano, per il loro modo di comunicare, per la loro ossessione per il cibo biologico, l’avocado, lo zenzero e il vino rosé. La Gen Z è fatta di giovanissimi tra i 16 e 24 anni, noti pure come “Zoomers” (senza alcun riferimento alla piattaforma) convinti di sapere come va il mondo. E soprattutto con la spocchia di chi pensa di poter dare lezioncine a destra e a sinistra.
Ovvio che i Millennials non ci stanno e ribattono che sono stati loro a spianare la strada per molte delle tematiche con le quali la Gen Z si identifica come l’inclusività e la body positivity (anche loro non è che sono messi molto meglio). Certo, lo choc di non essere più la generazione che detta le regole deve essere stato forte.

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