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La Rai non è la Bbc (a volte, è anche meglio)

L'offerta culturale delle Tv si Stato ai tempi del Coronavirus: nulla da invidiare agli inglesi

Francesco Specchia
Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d'adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all'Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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Questo spazio non ha mai lesinato critiche feroci alla Rai, anzi. Ma arrivare al tafazzismo, all’arte del masochismo televisivo, oggi, diventa un tantino esagerato.

Il mio amico Riccardo Luna e Aldo Grasso sul Corriere della sera hanno giustamente trovato “emozionante e perfino commovente che la grande emittente radiotelevisiva abbia deciso di scendere in campo in aiuto della scuola”, creando un “palinsesto-scuola” ricco “di video, podcast, quiz e lezioni”. Non si riferivano alla Rai, ma alla britannica Bbc. Che, effettivamente, attraverso il suo direttore Tony Hall ha trasformato i propri palinsesti in un ribollente oceano culturale al tempo del Coronavirus.

C’è un sottotesto, però: “…cosa che la Rai, pagata dal canone cioè da noi dovrebbe fare”. Ora, per puro scrupolo mi sono immerso nell’offerta che la Tv di Stato sta approntando in questi cupi tempi di contagio. Mi ci sono perso. Rai Scuola ha rimpolpato le sue trasmissioni-lezioni spaziando da arte, scienza, letteratura italiana e straniera, scienza; toccando perfino il coding e le lezioni sul cambiamento climatico tenute dall’Accademia dei Lincei.

Rai Cultura di Silvia Calandrelli spazia dalla didattica online a decine di notizie quotidiane e sviluppa l’offerta culturale anche su Raitre (sempre egida Calandrelli, mentre, tanto per citare un altro esempio, Fabio Fazio sulla Raidue di Ludovico Di Meo sta facendo riguardo al Coronavirus, un lavoro straordinario, bisogna dirlo). La Rai Play di Elena Capparelli fa, in pratica, le stesse cose del Bitside Daily della Bbc con programmi learning a distanza e playlist di storia e scienza aderendo al progetto #Lascuolanonsiferma; e coi vari progetti #Fuoriclasse arruola intellettuali che integrano  poderose offerte “Dante Alighieri” e “Grandi romanzi classici”.

Sono previsti programmoni anche per aiutare i prossimi maturandi. E non parlo di RaiStoria che aumenta del 39% la sua audience. Voglio dire: forse io ho visto un altro film. Ma la Rai in stato emergenziale sta producendo molta roba a scopo didattico, anche troppa. Forse questo è l’unico momento in cui è la Bbc a guardare con rispetto la Rai densa di servizio pubblico come non si vedeva da tempo. La speranza è che ci sia anche un “dopo” e non torniamo alle solite. (NB ma la Bbc, poi, non è quella che ha sbagliato in diretta i sottotitoli di Trump, ha cannato il reportage sulla pedofilia, ha messo la Corsica in Italia? …)

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