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Le volgarità di Ciao Darwin, un approccio inedito alla "Fase2"

Francesco Specchia
Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d'adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all'Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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Una scena di Ciao Darwin- Mutanti vs umani Foto: Una scena di Ciao Darwin- Mutanti vs umani
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C’è un film La notte del giudizio, in cui, in un futuro distopico, una volta l’anno si celebra “la festa dello sfogo” dove a cittadini bravi e timorati di Dio è concesso per legge qualsiasi delitto e oscenità. Così, allentando i freni inibitori, diminuiscono i reati, i bassi istinti si sedano e si riavvia perfino l’economia. Credo che gli autori di Ciao Darwin (Canale 5, sabato prime time) siano propensi a far visionare quel film al premier Conte per un approccio inedito della nazione alla Fase 2.

L’ho finalmente capito dopo 22 anni, osservando l’altra sera la classifica dei Nuovi Mostri in cui Striscia la notizia inserisce sempre con solerzia il programma di Paolo Bonolis. C’erano, nella hit i due soliti schieramenti di Ciao Darwin, stavolta “umani” e “mutati”; dall’uno svettava un trans vestito come il capitano Schettino sul Concordia, che chiedeva alla cicciona dirimpettaia di mostrar le tette e lei obbediva; e suonava la trombetta “Popi-popi”, e Bonolis urlava “metta via le zizze!”. Dopodiché ecco svettare un tizio fiero del suo allungamento del pene al grido di “se vale la pena usarlo, vale la pena esagerarlo!” mentre l’inquadratura sostava su un massiccio signore di colore che dissentiva; e Bonolis era lì a ribattere “questa sta diventando una puntata del caz..(bip)!”. Infine, appariva un umanoide dal sesso incerto il quale rivolgeva improperi a una signorina che all’improvviso scopriva il culo: “La ragazza l’ha presa con filosofia, si è buttata tutto dietro alle spalle”, commentava in sottofondo Gerry Scotti. Il culo, in Ciao Darwin, è sempre solido archetipo, frequente metafora del programma. Un tempo mi chiedevo perché il programma spiegarmi non fosse mai stato soppresso.  Solo oggi realizzo che il programma – ancora campione d’ascolti- obbedisce allo stesso meccanismo sociologico, appunto, della Notte del giudizio:

dosi massicce di puttanate al pubblico per poterlo ricondurre, dopo lo sfogo, sulla retta via dei Porro e delle Palombelli. Bonolis si giustifica parlando di “disincanto unito a una bella dose di ‘irriverenza rispettosa’ ”. Psicologicamente credo c’entri la vis inibitoria del super -Io freudiano. Ho girato questa spiegazione tecnica a mio figlio di otto anni che guardava Striscia e mi chiedeva lumi su questo sciabordio di falli, deretani e seni possenti. Non mi ha capito. Forse da grande…

 

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