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Maurizio Costanzo Show, 4o anni quell'insolita fragranza d'eternità

Vedevamo il talk da bambini, ha accompagnato la pubertà e la maturità. Ora

Francesco Specchia
Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d'adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all'Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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 Maurizio Costanzo Show Foto:  Maurizio Costanzo Show
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Quando si dice quella sottile fragranza d'eternità.

«Dagli studi De Paolis in Roma, il Maurizio Costanzo Show...» , tuonava, quel 14 settembre del '82 la voce fuoricampo, ad introdurti in una dimensione parallela nascosta nelle faglie dei palinsesti.
Con o senza «Teatro Parioli» nell'incipit, il ritorno del Maurizio Costanzo Show (Canale 5 venerdì seconda serata)- che di per sè rimane patrimonio dell'umanità- m' insuffla sentimenti potenti e contrastanti.

CHIAVE DI VOLTA Il salotto di Costanzo è stata la chiave di volta dei mille universi della cronaca, dello spettacolo e della politica. Ed è parte della mia giovinezza; l'ho goduto da fan bambino, da spettatore, perfino da ospite. Me ne sono abbeverato nella sua funzione di fucina di miti pop.
Oggi, col nuovo ciclo  il Costanzo Show compie 40 anni e rimane il programma più longevo della televisione italiana. Il problema è che ho scritto questo stesso pezzo dieci anni fa, e vent' anni fa. Io e il resto d'Italia siamo invecchiati (perfino il boss, Piersilvio Berlusconi, il quale ringrazia Costanzo con una lettera densa di rispetto e deferenza); e i miei stessi figli cominciano a guardarlo ipnotizzati dalla ruota del tempo. E, mentre accade tutto ciò, Maurizio, sempre risorto dalla sue innumerevoli ceneri, ha reso il suo programma il ritratto di Dorian Gray della nazione.
C'è stato un momento - quando pochi anni fa, il direttore di Rete 4 Sebastiano Lombardi, preso dalla nostalgia decise di rimandarlo in onda. Un momento in cui io pensai a un effetto - minestra riscaldata.
Maurizio, astutamente aveva riaperto il sipario proponendo le vedove di Funari, Corrado e Manfredi; o Rocco Siffredi e signora; o la Ferilli e il babbo; o Marina La Rosa in veste dominatrix; o la stessa Maria De Filippi, convocata nella sua onnipotenza a presidiare una fetta di pubblico e a rimettere il bollino di qualità su un esperimento di pura nostalgia. Sì certo, c'erano le interviste dell'anchorman, meno aguzze ma più sagge (il "metodo cerniera dell'anima", che descriveva nelle sue lezione universitarie di semiotica alla Luiss) come quella ai coniugi Siffredi («Ho deciso di smettere, non potevo far sesso con ragazzine dell'età dei miei figli»).
Certo, c'era l'effetto-sicurezza della passerella, del sax suonato morbidamente nella sigla; ma, insomma, io, proveniente dal caleidoscopio della nuova tv, di Mtv, pensavo ad un afflato del passato, alla tigna di Maurizio nell'aggrapparsi alla telecamera fuori tempo massimo. Invece mi sbagliavo: Mtv è morta, e il Costanzo Show è rimasto.
Oggi, i comunicati ufficiali hanno presentano la puntata del 40° in pompa magna, mentre si apre sulle note di Se penso a te del compianto Bracardi: «Sono ospiti l'attore e showman Christian De Sica, l'imprenditore e membro della casa Savoia Emanuele Filiberto, il vice direttore, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo, l'usignolo Di Cavriago ora opinionista del Gfvip7 Orietta Berti, il giornalista e divulgatore Scientifico Alessandro Cecchi Paone con il suo compagno Simone Antolini,...Eccetera.


UNA LIVELLA E si torna al Teatro Parioli dietro le quinte del quale Costanzo istruiva preventivamente i suoi ospiti mettendoli tutti - dalla superstar americana, al ministro spocchioso, all'operaio diseredato - sullo stesso piano. Quel retropalco era la democrazia del consenso, era come la livella di Totò: tutti uguali davanti alla telecamera e nel salottino rosso. Sarebbe banale qui, peraltro, elencare l'impegno civile (Maurizio bersaglio di una bomba della mafia); o gli esperimenti tecnologici (fu il primo programma Mediaset trasmesso sul digitale terrestre; o i talenti che lo scouting del Costanzo Show ha scoperto e lanciato da Vittorio Sgarbi e Platinette, da Valerio Mastandrea al povero Nik Novecento, da Giobbe Covatta alla Parietti al redivivo Gigi Sabani, a politici come Gianfranco Fini che qui venne sdoganato in un' indimenticabile Uno contro tutti.

Maurizio - Che Costanza- Show, ci hai visto nascere, ci seppellirai tutti

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