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Sputnik d'estate, la Russia lancia la campagna per il turismo vaccinale: ecco i prezzi

Lorenzo Mottola
Lorenzo Mottola

Milanese sulla quarantina, storico bocconiano, nel senso che la Bocconi l'avevo cominciata, ma poi mi sono laureato in storia (altrimenti mica sarei qui a fare il giornalista). Caporedattore centrale di Libero da parecchi anni, mi occupo principalmente di politica. Ma anche di pandemie, quando qualche genio decide che è giunto il momento di scoprire di cosa sa un pipistrello alla piastra. Su questo blog cercheremo di trattare di tutto. Per insulti: [email protected]

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Quest'estate vacanze in Russia con vodka e Sputnik.

Fino a qualche mese fa l’idea di iniettarsi un vaccino russo poteva risultare allettante quanto una settimana di campeggio vista reattore a Chernobyl o una nuotata a Fukushima, ma i tempi cambiano. Secondo i sondaggi, oggi lo Sputnik è il secondo prodotto antivirus più ricercato al mondo dopo quello della Pfizer, decisamente più gettonato di AstraZeneca e addirittura di Moderna. Si tratta di dati interessanti soprattutto se si pensa che – conti alla mano – all’attuale ritmo la campagna italiana di immunizzazione potrebbe terminare oltre il capodanno 2022. Vale la pena pensare a soluzioni alternative.

Ecco un esempio: il fondo sovrano per gli investimenti di Mosca ha annunciato che a luglio lancerà un programma per il turismo vaccinale in Russia. Per partecipare bisognerà ovviamente acquistare un pacchetto per due viaggi di alcuni giorni in Russia. A seconda del tipo di alloggio e del periodo selezionato (nei weekend ovviamente il prezzo degli aerei sale) il costo varierà, partendo da 1200 euro per arrivare a 3000. Esistono agenzie in Europa (per esempio in Norvegia) che già hanno aperto alle prenotazioni, con anche la clausola “soddisfatti o rimborsati” per quanto riguarda le procedure burocratiche. Per procedere bisogna infatti ottenere un visto, ma il conto finale verrà accreditato solo quando le autorità russe avranno dato il via libera.

“No non è uno scherzo”, assicurano i social media manager di Sputnik, “la nostra missione è salvare vite e tornare alla normalità ovunque nel mondo”. Ovviamente questa è una parte della verità: è evidente a tutti che il governo Putin sta sfruttando la sua posizione di vantaggio nella corsa ai vaccini per estendere la sua influenza nel mondo. Ma è anche vero che l’efficacia dello Sputnik è garantita, le riviste mediche internazionali (in testa Lancet, la più importante del pianeta) hanno certificato un’efficacia del 91,6% molto simile a quella di Pfizer e Moderna (Rispettivamente 95% e 94,1%) e decisamente superiore a AstraZeneca (82,4%) o Johnson&Johnson (85%).

Resta da superare, però, lo scoglio Ue. A giugno verrà lanciato il passaporto vaccinale (che garantirà la libertà di movimento in tutta l’Unione) e Bruxelles ha annunciato che verrà consesso solo a quanti si saranno vaccinati con prodotti approvati dall’Ema. Difficile, tuttavia, che questa regola passi: sono centinaia di migliaia, se non milioni, i cittadini comunitari già vaccinati con Sputnik. In Ungheria il farmaco russo circola ormai da settimane.

P.s. Con questo post inauguriamo “Mavalà”, blog di attualità, politica, interviste e malattie contagiose.

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