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Vaccino, chi ha diritto a farlo ma forse non lo sa: come scoprire se puoi avere subito il siero anti-Covid

Lorenzo Mottola
Lorenzo Mottola

Milanese sulla quarantina, storico bocconiano, nel senso che la Bocconi l'avevo cominciata, ma poi mi sono laureato in storia (altrimenti mica sarei qui a fare il giornalista). Caporedattore centrale di Libero da parecchi anni, mi occupo principalmente di politica. Ma anche di pandemie, quando qualche genio decide che è giunto il momento di scoprire di cosa sa un pipistrello alla piastra. Su questo blog cercheremo di trattare di tutto. Per insulti: [email protected]

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Forse avete già diritto a vaccinarvi, ma nessuno ve lo ha ancora spiegato.

Le regole per la campagna anti-Covid in Italia, come noto, variano sensibilmente da regione a regione, ma su alcuni punti c’è perfetta armonia. In particolare, le maglie per quanto riguarda i famosi “caregiver” (termine ormai abusato a causa dell’incredibile saga di Andrea Scanzi) sono abbastanza larghe e non c’è bisogno di particolari procedure. Una circolare del ministero ha chiarito che rientra nella categoria chiunque si prenda cura di un parente con le seguenti patologie:

Malattie respiratorie

Malattie cardiocircolatorie

Malattie neurologiche

Grave obesità (indice di massa corporea superiore a 35, cioè per un uomo alto 180 cm circa 115 chili)

Diabete/altre endocrinopatie

Insufficienza renale/patologia renale

Ipertensione arteriosa

Malattie autoimmuni/Immunodeficienze primitive

Malattia epatica

Malattie cerebrovascolari

Patologia oncologica

HIV

Disabili (legge 104)

Nota bene: non serve essere conviventi, basta dichiarare di dovervi prendere cura del vostro famigliare. E non in tutte le regioni è strettamente necessario prenotare: molti lettori ci segnalano di aver semplicemente chiamato un centro vaccinale per verificare la disponibilità di posti, ricevendo risposta affermativa. Si sono presentati e hanno fatto tutto. In Lombardia, per esempio, viene fornita un’autocertificazione che si può scaricare su Internet o compilare sul posto. Non serve passare dal medico.  Anzi, è consigliato presentarsi con il proprio parente direttamente il giorno della convocazione per il vaccino. Oppure si può prenotare sul portale (al massimo tre persone per ogni “soggetto fragile”) fornendo il codice fiscale e  il numero di tesserino sanitario dell’assistito. Nel Lazio la procedura è uguale, ma può iscriversi una sola persona per ogni malato. Per quanto riguarda gli oncologici, devono aver terminato i trattamenti non più di sei mesi fa.

Come dicevamo, per i dettagli conviene fare una piccola ricerca sul portale della propria regione. Al di là di ciò, qui potete verificare quali sono le patologie che rientrano nella casistica:

https://www.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/f42e2103-158a-4bad-838c-6c19528ec36f/Raccomandazioni+10+marzo+2021.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=ROOTWORKSPACE-f42e2103-158a-4bad-838c-6c19528ec36f-nyd9roF

P.s. l’impressione che ricavate da questa lettura è che la campagna vaccinale italiana sia nel caos? Liberi di pensarlo, ma vi diamo anche questo dato: il nostro Paese sta procedendo più velocemente degli Stati Uniti per quanto riguarda le somministrazioni. Gli Usa hanno usato meno dell'81% delle dosi distribuite, noi siamo oltre l'82%. Il problema è che a causa dei pessimi contratti stretti con le aziende farmaceutiche manca la materia prima: gli antivirus.

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