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A giugno una nuova ondata di Covid: le profezie di Galli fanno infuriare Burioni

Lorenzo Mottola
Lorenzo Mottola

Milanese sulla quarantina, storico bocconiano, nel senso che la Bocconi l'avevo cominciata, ma poi mi sono laureato in storia (altrimenti mica sarei qui a fare il giornalista). Caporedattore centrale di Libero da parecchi anni, mi occupo principalmente di politica. Ma anche di pandemie, quando qualche genio decide che è giunto il momento di scoprire di cosa sa un pipistrello alla piastra. Su questo blog cercheremo di trattare di tutto. Per insulti: [email protected]

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Sulle aperture il governo italiano si è mosso troppo presto, “mettendo il carro davanti ai buoi”. Bisognava aspettare ancora, così invece si rischia  di scatenare un’ennesima ondata di contagi. Un “colpo di coda” che potrebbe arrivare tra “giugno e luglio”. I vaccini in circolazione sono ormai obsoleti e non funzionano contro le nuove varianti: con questi farmaci non arriveremo mai all’immunità di gregge. Di conseguenza per battere il Covid ci potrebbero volere ancora anni.

Sono queste le ultime teorie esposte da Massimo Galli, virologo bravissimo ma che difficilmente passerà alla storia per il suo contagioso ottimismo  (ricordiamo che pronosticava che il vaccino non sarebbe arrivato prima della fine del 2021…). Il professore ha rilasciato una serie di interviste su campagna vaccinale e chiusure che hanno scatenato le proteste di altri colleghi, tra i quali il celebre Roberto Burioni. Per quest’ultimo, Galli “semina il panico” citando dati “senza alcuna base scientifica”. Ma proviamo ad andare con ordine.

Galli è stato ospite dalla Gruber venerdì sera. “Il vaccino che abbiamo ora è ottimo per un virus che girava un anno fa in Cina”, ha spiegato, “attualmente il panorama si è molto variegato. Ciò rende difficile pensare all'immunità di gregge con l'attuale vaccino”. La spiegazione è ovvia: i prodotti di Pfizer, Moderna, AstraZeneca – oltre al russo Sputnik e al vaccino farlocco cinese, il Sinovac -  sono stati tutti realizzati e testati sui ceppi “originali” del Covid. Ma ora la situazione è cambiata. Alcune varianti, come la sudafricana, abbassano di molto l’efficacia del prodotto. Il che non significa che chi è stato immunizzato rischi di morire, ma che potrebbe comunque contrarre il virus. E anche trasmetterlo. Il Covid, quindi, continuerebbe a circolare. Magari senza far danni, ma senza sparire del tutto. E forse mutando ancora. Per questo toccherà adattare ancora i vaccini (quelli prodotti con la nuova tecnologia a mRNA, ovvero Pfizer e Moderna, sono facilmente modificabili. AstraZeneca e gli altri meno).

Non è finita qui. Galli ha rilasciato un’intervista all’Eco di Bergamo nella quale parla della possibilità di una ripresa dei contagi, un “colpo di coda” della pandemia che potrebbe verificarsi tra giugno e luglio. La ragione: “Le riaperture – spiega il virologo - sono avvenute in una situazione in cui molte infezioni erano in giro, non c'era un calo tale da stare tranquilli" e quindi "bisogna vedere se l'incremento dei vaccini, di certo non ai livelli di quelli britannici, sarà in grado di compensare le riaperture troppo precoci, almeno ai fini epidemiologici". Insomma, un disastro.

Prima di disperarsi, però, bisogna anche dare un’occhiata quel che dice Burioni. Il medico del San Raffale su Twitter ha fatto a pezzi le teorie di Galli pubblicando una serie di ricerche che confermano l’efficacia dei vaccini anche sulle varianti. Nessuna di quest’ultime ha dimostrato di essere in grado di “bucare” i principali medicinali in circolazione. Per quanto riguarda il prodotto della Pfizer, poi, i test dimostrano che “ha un'efficacia del 100% nel prevenire la malattia grave da variante inglese o sudafricana (la più temuta).  Efficacia altissima anche nella protezione dall'infezione (90% variante inglese, 75% variante sudafricana). Cautela sì, ma seminare il panico senza basi scientifiche no. Proprio no”.

Allarme ingiustificato da parte di Galli? Ovviamente bisogna scegliere a quale virologo credere. Burioni, però, ha già una risposta anche su questo: “E non dite voi scienziati fate confusione ognuno dice quello che vuole perché io ho citato il lavoro del New England Journal of Medicine (una delle più importanti riviste scientifiche del pianeta, ndr) che supporta le mie affermazioni. Non mettete sullo stesso piano chi dice che 2+2 fa 5 e chi gli fa notare che invece fa 4”.

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