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San Marino libero dal coronavirus, contagi zero. La ricetta? Fregarsene dell'Europa e accordi con Putin

Lorenzo Mottola
Lorenzo Mottola

Milanese sulla quarantina, storico bocconiano, nel senso che la Bocconi l'avevo cominciata, ma poi mi sono laureato in storia (altrimenti mica sarei qui a fare il giornalista). Caporedattore centrale di Libero da parecchi anni, mi occupo principalmente di politica. Ma anche di pandemie, quando qualche genio decide che è giunto il momento di scoprire di cosa sa un pipistrello alla piastra. Su questo blog cercheremo di trattare di tutto. Per insulti: [email protected]

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San Marino è l’unico stato dell’Unione Europea dove i contagi da Coronavirus sono da alcuni giorni sostanzialmente azzerati. Un risultato ottenuto fregandosene delle direttive dell’Unione Europea stessa. La piccola repubblica è infatti il fiore all’occhiello della campagna russa di immunizzazione del mondo: primo territorio a utilizzare lo Sputnik V oltre la cortina sanitaria. Nonostante i dubbi delle autorità italiane, il governo del Titano si è accordato con gli uomini di Vladimir Putin per ottenere una fornitura del vaccino che l’Ema, agenzia europea del farmaco, non ha mai neanche voluto prendere in esame come possibile rimedio contro il Covid. Certo, in condizioni simili ci voleva coraggio per iniettarsi il medicinale prodotto dall’istituto Gamaleya di Mosca, ma i sanmarinesi si sono messi in coda ugualmente. E nello staterello non sono stati registrati eventi avversi di alcun genere. Il 74% della popolazione ha già ricevuto almeno una dose. Dal 27 aprile non muore nessuno.

Negli ultimi 14 giorni a ci sono stati 28 contagiati, scesi a zero per la prima volta il 1 maggio. L’ospedale locale è stato dichiarato “Covid-free” già da qualche giorno. Il reparto di isolamento è stato chiuso con una piccola cerimonia davanti ai fotografi. “Una delle più belle emozioni della mia vita”, ha raccontato il direttore. Nei prossimi giorni prenderà il via anche la campagna di vaccinazione per i turisti (ovviamente a pagamento), purché si soggiorni entro i confini della micro-nazione per almeno sei giorni. Attenti alla clausola: gli italiani sono esclusi, così come in generale tutti gli assistiti dal nostro servizio sanitario nazionale. Le autorità locali hanno infatti spiegato che sarebbe impossibile far fronte alle continue pressanti richieste che arrivano da oltre-frontiera.

L’isola felice così ora può tornare alla normalità e concentrarsi su altro: la nano-repubblica sta organizzando per inizio giugno un concerto riservato a vaccinati, guariti e persone che si saranno sottoposte a tampone (con referto negativo…) nelle ore prima dello spettacolo. Si chiamerà “Love party”, con riferimento al raduno di Barcellona organizzato qualche settimana fa: un altro concerto dove tutto il pubblico era stato testato prima dell’ingresso. Secondo i quotidiani locali, l’evento sarà ovviamente all’aperto e riservato a un numero compreso tra 3000 e 5000 persone

P.s. se foste interessati, tanti altri Paesi stanno pensando di offrire vaccini ai turisti, a partire da New York (che offrirà dosi di Johnson&Johnson) per arrivare al lontano Alaska e perfino alla Transilvania. Nel castello di Dracula si stanno attrezzando per fare iniezioni ai viaggiatori. E lo stesso vorrebbero fare le isole Eolie. In quest’ultimo caso, tuttavia, non è chiaro con quali forniture né se il generale Figliuolo sia stato informato…

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