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A Milano la vera anima della cucina libanese 
giovedì 16 luglio 2026

A Milano la vera anima della cucina libanese 

3' di lettura

C’è un angolo di Medio Oriente a Milano che mette in scena un vero e proprio rito. È Mezè il bistrot nato nel 2022 dall’intuizione dell’imprenditrice Costanza Zanolini (mente del gruppo Seguilabocca) in collaborazione con lo chef e volto televisivo Maradona Youssef, indimenticato protagonista di MasterChef Italia. ​Situato in via Sottocorno 19/a, Mezè è un invito a scoprire come il pasto, nella cultura libanese, non sia mai un atto individuale, bensì un momento sacro di convivialità, scambio e profonda condivisione. ​

Il nome stesso, Mezè, fa riferimento ai tipici antipasti della tradizione araba: un’infinità di piccoli assaggi che riempiono la tavola di colori e profumi. ​Accanto a capisaldi internazionali come Hummus, Moutabal e Falafel, il menù si articola attraverso 4 itinerari gastronomici che percorrono il Libano da nord a sud, dedicando una tappa specifica anche a vegetariani e vegani. 

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Il viaggio gastronomico tra i sapori tradizionali del Libano proposto da Mezè comincia dal nord profondo con il celebre Djej Mouhammar Bel Basal, un pollo arrosto con cipolle, mandorle e sette spezie che profuma di casa, affiancato dalle Makanek, salsicce speziate alla melassa di melograno e pinoli. Lungo la costa di Tripoli i calamari fritti con tahine e limone si gustano caldi nei mercati, mentre a Batroun il burghul incontra i gamberi e il basilico in un abbraccio tra mare e agricoltura. Sulle montagne di Ehden trionfa il Kebbeh Melyè, piatto nazionale di carne e burghul con ripieno di ragù bianco ai pinoli, seguito a Beirut dalla Mousakaa di melanzane e ceci. Scendendo a sud, a Marjayoun, il fegato alla melassa di melograno offre un sapore antico, mentre a Bint Jbeil il kebab di manzo e agnello con yogurt alla menta riscalda il palato.

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La tradizione contadina e vegetariana rivive nelle creme come l'Hummus, il Moutabal di melanzane affumicate e la Mouhammara di peperoni e noci, ma anche nei croccanti Falafel con salsa tarator. Ad accompagnare ogni pietanza è l'antico pane Saj, una sottile sfoglia cotta su una cupola di ferro incandescente, perfetto con lo Zaatar o il formaggio Jabné Akkawi. Il finale di questo sontuoso banchetto celebra la dolcezza levantina con la croccante Baklawa agli anacardi e miele o la delicata panna cotta Aich El Saraya all'acqua di rose.  

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Il tocco da maestro di Maradona Youssef sta nel saper bilanciare l'autenticità delle ricette domestiche con uno sguardo contemporaneo. Pilastri della cucina libanese come aglio, cipolla e limone non mancano mai, ma vengono alleggeriti attraverso moderne tecniche di estrazione (trasformati in polveri o oli essenziali) per risultare delicati ed equilibrati. ​Fondamentale è anche la materia prima: lo chef utilizza ben 8 presidi Slow Food locali, tra cui l'acqua di fiori d'arancio e di rose (protagoniste sia nei dolci che come bevande), la melassa di melograno, il kechek (yogurt di capra e grano fermentato) e il sommacco, una spezia dai toni freschi e aciduli. ​Mezè non vive solo di pranzi e cene.

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Il locale propone infatti la tradizionale Colazione Libanese, un ricchissimo percorso servito dalle 10:30 alle 12:30 ogni domenica d'inverno, e sia il sabato che la domenica durante l'estate. Un banchetto che spazia dalle uova all'halloumi con composta di pomodori, fino all'hummus di barbabietola e al dolce Kataif con noci, il tutto bagnato da caffè, tè o limonata ai fiori d'arancio.

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​Inoltre, per il periodo invernale, il bistrot propone una chicca esclusiva in edizione limitata (solo 1.000 pezzi): il Panettone Mediterraneo, nato dalla collaborazione tra lo chef e il Maestro Pasticcere Gino Fabbri, che unisce il grande lievitato milanese a datteri di Gerusalemme, spezie mediorientali, sesamo e profumi di rosa e arancio.​Con i suoi 30 posti interni e 15 nel dehors, Mezè si conferma un indirizzo intimo e imperdibile per chiunque a Milano cerchi un viaggio culinario autentico, poetico e, soprattutto, da condividere.

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