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Guido Crosetto e lo Stato peggio degli strozzini: sanzioni fino al 10% a bar e ristoranti che non pagano l'Iva

Tobia De Stefano
Tobia De Stefano

Mi sono laureato in legge e me ne infischiavo dell'economia, poi ho iniziato a fare il giornalista, gavetta-collaborazioni-pochi quattrini, e ho capito che senza soldi non si cantano messe. Da quel momento la gestione dei risparmi è diventata la mia passione. Ed eccomi qui a curare un blog sui “Vostri soldi” per il sito più irriverente che potete trovare in rete.

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«A me sembra che nella gestione di questa emergenza, sia in Europa che in Italia, sfugga l' importanza di una variabile che fa la differenza: il tempo. Sento parlare di una potenza di fuoco da 2 mila miliardi che da Bruxelles starebbe per arrivare nelle tasche dei cittadini e nei bilanci delle imprese: bene dico, ma dove sono? Il problema è che non si è ancora visto un euro e che già oggi è tardi. Fase uno e fase due sono quasi andate, con tutti gli errori ed i ritardi che conosciamo, ora diventa fondamentale affrontare bene la fase tre, quella delle tante aziende che non riapriranno o riapriranno a regime ridotto e dell' emergenza occupazionale. Se sbagliamo anche questa si rischia la rivolta, un' Italia divisa in cittadini di serie A che, per esempio nel pubblico, mantengono il loro reddito, e quelli di serie B, come le Partite Iva o i dipendenti del settore privato, che invece lo perdono. Andremmo incontro a una guerra civile tra poveri, evitiamola».

Guido Crosetto, prima di essere stato un politico è un imprenditore e quindi una persona molto pragmatica. È tra chi ha invocato il lockdown, così come non ha avuto esitazione a chiedere che mentre i medici salvavano vite, il governo pensasse a come le imprese dovevano ripartire, e ora ha il terrore che non si riesca a gestire la fase tre.
Dica la verità, è pessimista? 
«Vorrei non esserlo, ma osservo e provo a ragionare...».
Beh l' Europa, almeno sulla carta, ha messo in campo aiuti per 2.000 miliardi di euro. 
«Sulla carta appunto, ma in concreto, adesso, nel momento del bisogno, non c' è nulla. Per dirla alla Boskow, "buon intervento c' è quando si vedono soldi", e qui non si vedrà l' ombra di un quattrino per troppo tempo».
Conte accusa Fdi e la Lega di non volere il Mes e quindi di rinunciare a una parte di questi quattrini. 
«Senta, lasciamo stare la polemica politica, qui stiamo parlando di 37 miliardi da usare per la sanità. I problemi della fase tre sono il tessuto produttivo al collasso e i cittadini che perderanno il posto. Per loro a oggi non c' è nulla. E oggi è già troppo tardi».
E il governo? 
«Fa più o meno come l' Europa; annunci, dichiarazioni, promesse ma non si materializzano le risorse dove servirebbero, nell' economia». 
Per esempio? 
«Prenda i prestiti alle Pmi, anche solo quelli più "veloci", da 25 mila euro. Si parlava di nuova liquidità per 400 miliardi. Bene, io a oggi non conosco un imprenditore che li abbia ottenuti. Qualcuno si è sentito dire dalla banca, "mi dispiace ma lei ha già troppi insoluti", ma ci rendiamo conto». Qualcuno le direbbe è facile criticare, ma lei cosa farebbe? 
«Guardi, lo so benissimo che governare è cosa complessa ed infatti riconosco tutte le attenuanti ma sono mesi che provo, da cittadino, a fare proposte. Io, per esempio, interverrei in modo diverso sui settori più colpiti dall' emergenza, penso al turismo».
Le strutture alberghiere di cosa hanno bisogno? 
«Di tutto perché hanno perso questa stagione. Dovremmo consentire loro di congelare le attività fino a quando non sarà scoperto il vaccino.
Che vuol dire evitare che si accollino l' affitto, che lascino i dipendenti a casa e che paghino tasse o imposte sui fatturati (ridotti) che faranno».
Per bar e ristoranti invece? 
«Il discorso è lo stesso. Non capisco il rafforzamento dei controlli dell' Agenzia delle Entrate a partire da giugno, lo trovo assurdo, così come trovo assurdo che chi non è riuscito a versare l' Iva si ritrovi a dover pagare una sanzione del 3,5% dopo un mese che poi diventa del 10%. Peggio degli strozzini. Ma dov' è il buon senso?».
Da solo il buon senso non basta. 
«Appunto, servono anche i soldi».
Dove li troviamo? 
«Pagando i debiti della Pa, per dire una banalità. Pensando all' emissione di titoli di Stato a condizione di favore legati all' emergenza che potrebbero mettere in circolo una parte dei risparmi degli italiani. Sbloccando i miliardi già allocati e non spesi: i soldi fermi nell' Inail, nell' Inps e nell' agenzia per il nucleare, per esempio».
Teme che possa esserci una svendita delle nostre Pmi? 
«Più che il timore è un certezza. Se non interveniamo in tempo i nostri gioiellini saranno debolissimi e aggredibili dagli stranieri. Penso alle difficoltà della moda, dell' arredamento e di chi produce macchine utensili».
Cosa si può fare per salvarli? 
«Una soluzione di mercato c' è con la creazione di fondi concertati tra politica e banche che investano in queste imprese garantendo condizioni di favore ai piccoli risparmiatori».
Mi scusi, ma questo governo è in grado di fare tutte queste cose? 
«Avrà capito che il mio giudizio, su come il governo sta gestendo la fase due, non è positivo. Detto questo non penso che questa maggioranza, Conte non so, abbia alternative».
Quindi? 
«Quindi non ci resta che incalzare in ogni modo il governo che abbiamo perché faccia le cose che servono, nel modo giusto e prima possibile».

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