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Doc, la fiction dei record: perché il dottor Argentero ha fatto il botto

Alessandra Menzani
Alessandra Menzani

Emiliana di Piacenza, sono nata il 16 luglio di un anno che è meglio non rivelare. Maturità classica, laurea in Scienze della comunicazione a Milano, sono stata assunta a Libero da Vittorio Feltri dopo uno stage. Mi occupo di spettacoli e tv, mi piace scrivere pagelle, viaggiare, i bulldog francesi, Woody Allen, Homeland e il vino rosso. Ho un mio sito, pure. Nella mia seconda vita insegno yoga.

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Numeri da Montalbano, da Don Matteo. Oltre gli otto milioni di ascolto, share che supera il 30 per cento in prima serata su Raiuno. Quello della finalissima della fiction Doc – Nelle Tue Mani è un successo meritato e un piccolo miracolo televisivo.

La serie Lux Vide ambientata a Milano con Luca Argentero nei panni di un medico intuitivo ma senza memoria a causa di un colpo di pistola ci aveva accompagnato durante la prima ondata di Covid. Personalmente era un appuntamento  fisso, al giovedì. Vedere anche in tv ospedali, pronto soccorso, pazienti che rischiano la morte, medici sull'orlo della disperazione poteva essere rischioso, pure nauseante. Invece la storia ha avuto la capacità di emozionare e anche di regalare speranza, e va aggiunta anche la bravura degli interpreti in primis del dottor Argentero. In un periodo, poi, in cui siamo tutti un po' medici e virologi e anche ipocondriaci ci stava.

Doc è tornato nella seconda ondata di Covid, sempre al giovedì, e il successo è stato confermato, forse amplificato. E consideriamo che non era facile perché nelle ultime settimane andava in onda una sola puntata (e non due) con la chiusura alle 22.30 circa, una  stranezza per la televisione.

Dicono che il finale è stato  troppo happy, con il dottor Fanti scagionato dalle accuse di aver falsificato i dati di un farmaco per fare profitto e la spedizione in gattabuia del collega che aveva tramato contro di lui per diventare primario. E poi lui che salva l'ex moglie da un misterioso morbo (che ricordatanto il Covid a febbraio) di cui non si trova una cura... Tutti finali che lasciano poco spazio a un sequel ma stiamo  certi, ci sarà. L'ha detto anche Argentero e lo dice il buon senso: come si fa a non bissare un successo straordinario come questo?

 

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