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Obama fa la gaffe, la stampa fa finta di nulla

Il presidente: "Se hai un business, non l'hai costruito tu". Gli imprenditori sono in rivolta, i repubblicani ne faranno uno slogan a proprio favore ma intanto i giornalisti non ne parlano...

3 Agosto 2012

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Obama fa la gaffe, la stampa fa finta di nulla

Visitando la Florida per il solito fundraising quotidiano (erano un paio stavolta), Obama ha trovato ieri 2 agosto una brutta sorpresa sulle strade attorno ad Orlando. La campagna di Mitt Romney aveva preparato 13 enormi cartelloni pubblicitari con tre elementi: la scritta “Mr. President  I Built My Business” (“Mister Presidente Io ho costruito la mia azienda”) uguale per tutti; e poi le diverse foto degli imprenditori locali, ovviamente anti-obamiani; e i nomi delle rispettive ditte di cui sono titolari. 

Il messaggio pubblicitario è un riferimento polemico alla sparata di Barack del 13 luglio a Roanoke, Virginia, durante un comizio. Nessuno della grande stampa l’aveva chiamata gaffe perché le gaffe le dice sempre solo Romney secondo i giornalisti tifosi. Comunque, gaffe o non gaffe, nello sfogo di Obama al comizio c’era dentro proprio tutto quello che lui pensa del mondo del business: che è una  appendice miracolata della forza del governo di guidare economia e società. La frase è quindi destinata a fare da filo conduttore della campagna repubblicana, perché è troppo ghiotta e rivelatrice per cadere nel dimenticatoio. “Se tu hai un business”, questa la sostanza, “non l’hai costruito tu. Qualcun altro ha fatto sì che ciò avvenisse”. 

La Ocean City Gazette riportò subito fedelmente il discorso, che doveva dimostrare che è giusto alzare le tasse a chi guadagna oltre 200mila dollari. Siccome il proclama anti-imprenditori sarà un tormentone della campagna elettorale d’autunno, vi traduciamo i passi principali. E’ importante farlo perché, dopo il patatrac, lo staff di Obama è corso ai ripari cercando di dire che la battuta era stata estrapolata dal contesto. Invece, più si sa del discorso e più si capisce che era proprio quello il senso. 

“C’è un mucchio di americani ricchi, di successo, che sono d’accordo con me – perché vogliono dare qualcosa indietro”, ha esordito Barack. “Sanno che loro non… suvvia, se tu hai avuto successo, tu non sei arrivato a quel punto da solo. Tu non sei arrivato lì da solo (ripetizione nell’originale NDR). Io sono rimasto sempre colpito dalla gente che pensa... bene, deve essere andata così perché io ero tanto furbo e intelligente. Ma va là, c’è un mucchio di gente in giro furba e intelligente. Deve essere perché io ho lavorato più duramente di chiunque altro…Lasciatemelo dire… c’è un sacco di gente in giro che lavora duro. Se tu hai avuto successo, c’è stato qualcuno lungo la tua vita che ti ha dato un certo aiuto. C’è stato qualche grande maestro di scuola nella tua vita. Qualcuno aiutò a creare questo incredibile sistema americano che abbiamo e che ci ha permesso di fiorire. Qualcuno ha investito nelle strade e nei ponti”. E poi la stoccata succitata: “Se tu hai una azienda, non sei tu che l’hai costruita. Qualcun altro ha fatto sì che ciò avvenisse…” . 

“Si può ben dire che abbiamo saputo di più stasera di quanto abbiamo mai saputo sulla visione del business e dell’economia del nostro presidente”, aveva commentato il giornalista di Fox Brit Hume poche ore dopo la cronaca. “<Se hai un’azienda non l’hai costruita tu, qualcun altro ha permesso che ciò avvenisse> è un passaggio che spiega praticamente tutto. Non stava parlando di Dio, stava parlando del governo”. Anche Karl Rove, ex braccio destro di Bush,  è tornato sul tema con un articolo sul Wall Street Journal di ieri giovedì 2 agosto, ricordando che qualche avvisaglia della filosofia statalista e antibusiness di Obama era per la verità già apparsa, criptica e mimetizzata, in altri discorsi. Alla Convention Democratica dello scorso settembre aveva parlato degli uomini di successo come di “fortunati” e in un comizio in luglio di quest’anno li aveva chiamati “incredibilmente benedetti”. “Traduzione: la gente di successo non merita veramente di tenersi ciò che ha guadagnato”, conclude Rove. 

Ecco perché il fronte repubblicano si è messo subito al lavoro per sfruttare la sincerità del presidente. Di cartelloni come questo (vedi qui, dalla pagina di Fox News del 2 agosto :  http://www.foxnews.com/politics/2012/08/02/romney-camp-greets-obama-in-florida-with-built-my-business-billboards/ ) se ne vedranno chissà quanti, da qui a novembre, sulle strade che portano ai fundraising di Obama.

twitter @glaucomaggi

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Commenti all'articolo

  • Uchianghier

    Uchianghier

    04 Agosto 2012 - 16:04

    Di giornalisti Linguetta gli Stati Uniti sono pieni

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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