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Complimenti per la trasmissione

Il Sesto senso di Carrisi, un Lucarelli geneticamente modificato

il nuovo programma sulle neuroscienze di Raitre

8 Marzo 2014

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donato carrisi nel sesto senso

il nuovo programma sulle neuroscienze di Raitre

“Al contrario di quanto crediamo è il nostro cervello a vedere, non i nostri occhi…”, dice il romanziere Donato Carrisi, gilè cremisi, eloquio imperioso e penna sottile. Carrisi parla come Carlo Lucarelli, bascula tra scenografie oscure come Carlo Lucarelli, gesticola come Carlo Lucarelli ed è un sapiente dosatore d’orrori di cronaca e di misteri come Carlo Lucarelli. Solo che non è Lucarelli. E’ meglio.
E poco importa che il programma che conduce, Il sesto senso (Raitre, sabato prime time), in realtà non sia altro che una sorte di mix tra Blu notte, Quarto grado, Voyager con una spruzzata di steampunk nella sigla. Poco importa che introducendo la canzoneNever Learn Not to Love dei Beach Boys, Carrisi la indichi ispirata da Charles Manson come “colonna sonora di una serie di fatti di sangue secondo alcuni spinge la gente ad uccidere”, non escludendo l’ipotesi che gli spettatori diventino serial killers. Poco importa che, con la scusa dello “studio delle neuroscienze”, si torni a riparlare, di espressioni facciali e linguaggio del corpo, o di storie che sanno di deja vu. Cioè, nell’ordine: un ragazzo nero in canottiera la cui sindrome di Asperger lo rende “l’uomo che più al mondo s’avvicina da un supereroe” ( sorvolata Roma per meno di 45 minuti è in grado di riprodurre la mappa della città, strade, edifici , numero di finestre); una ragazza cieca del Missouri che vede con una microcamera conficcata nel cranio; il solito Michele Misseri e Gianfranco Stevanin assassino di prostitute intelligentissimo; prestigiatori che ingannano occhi e mente dei clienti di Las Vegas; un tizio che inserisce nei film messaggi subliminali. Ecc, ecc.
Il sesto senso, come la lettura dei gialli e della cronaca che si muove sul confine della parascienza, è comunque intrattenimento. Un programma di discreta fattura, e scritto in modo finanche divertente: la galleria dei bugiardi nella storia è un esprit sdrammatizzante, probabilmente farina del sacco dello stesso Carrisi. Non si sente la mancanza di Lucarelli, sparito per questioni di probabile spending review. Carrisi lascia il pubblico con un “ siate sinceri, siate simpatici”, e la sensazione di sincerità e simpatia sono quelle che rimangono. Finora…

 

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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