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La Strada della verità che Ilaria Alpi fece fare al giornalismo

Il programma di Raitre sulla giornalista uccisa

25 Marzo 2014

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La Strada della verità che Ilaria Alpi fece fare al giornalismo

Ci sono dei momenti in cui la televisione sprizza empatia, bella e dolorosa.

Il 20 marzo del 1994, l’edizione straordinaria del Tg3 si apriva sul faccione baffuto, da fotoromanzo, del giornalista Flavio Fusi, pietrificato dalla disperazione: «Oggi è un giorno tragico è morta la nostra collega amica Ilaria Alpi assieme all'operatore Miran Hrovatin, lungo una strada di Mogadiscio...». E si chiudeva con lo stesso Fusi soffocato dalla commozione: «Miran aveva un figlio, Ian, di 7 anni, una moglie, Patrizia...è così, ci hanno lasciato». Tra i due annunci riverberanti pietas e orgoglio per i grandi eroi di un piccolo mestiere, si dipanava La strada della verità (Raitre, giovedì scorso, prime time) programma che omaggiava la cronista Ilaria Alpi, a vent’anni dalla morte. Per l’occasione il direttore di rete Andrea Vianello -amico e collega della stessa Alpi- tornava alla conduzione. E dirigeva, come un vigile gentile, il traffico degli ospiti: Federica Sciarelli nel racconto del giro illegale di armi e scorie radioattive in Somalia; l’ottima Franca Leosini, la signora omicidi, che s’interrogava sulle stranezze della morte di Ilaria e Miran, tipo la mancanza d’autopsia; l’attrice Isabella Ragonese, che dal teatro ricostruiva gli ultimi giorni della giornalista; l’inviata di guerra Gabriella Simoni, a rievocare l’incubo del conflitto somalo; Enrico Bertolino in un ardito confronto tra l’anno 1994 e il 2014, privi tristemente di differenze etiche; Ian Hrovatin intervistato nel ricordo del suo bravo papà. La parte più struggente è stata la dignitosa delusione di Luciana Alpi. Canuta, fiera, piegata dagli anni, la mamma ha richiamato, di Ilaria, l’uccisione persa in un ventennio di depistaggi, d’inutili commissioni d’inchiesta, di innocenti lasciati marcire in galera.

Ogni singolo fotogramma di La strada della verità era puro servizio pubblico (l’hashtag twitter è stato in capo ai commenti per un’intera giornata). L’altro giorno, alla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna, alla presentazione della biografia di Ilaria, l’effetto groppo in gola era identico. Molti i giovani tra il pubblico. Non so dargli un significato preciso. Ma fa ben sperare per i nostri figli...

 

 

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    capitanuncino

    22 Maggio 2016 - 17:14

    La via della verità....Assai lontana.

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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