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La web series Under, l'Hunger Games de noantri

Uno strano esperimento libro-tv

30 Giugno 2014

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La web series Under,  l'Hunger Games de noantri

Uno strano esperimento libro-tv

«Sai come si dice? O si cresce o si muore...». E’ in una frase della protagonista Alice - ragazza dalle labbra e dai pensieri turgidi, accocolata su un’amaca all’esterno d’un capannone abbandonato avvolto di gramigna, wow- che s’intravede il destino di Under-The series (prodotto con Rizzoli).

Ecco. O la suddetta web-series cresce nei dialoghi , nel ritmo e nella sceneggiatura, al di là dell’effetto-sorpresa, o muore senza poter essere acquisita dalla vituperata tv generalista. Per ora, trattasi di un esperimento convergente assai curioso: è la prima volta che un romanzo -Under di Giulia Gubellini (Rizzoli), - viene pubblicato contestalmente alla sua versione cinematografica -scritta e diretta da Ivan Silvestrini -, seppur nella stressantissima versione pillolizzata per il web. Cinque minuti a puntata per dieci puntate a settimana sono difficili da giudicare e assai estenuanti da seguire.

Specie se la trama della fiction ha il sapore distopico di The Island o del classicissimo La fuga di Logan incrociato con Hunger Games. Intendiamoci, nulla di nuovo. C’è il futuro sanguinario del 2015, dell’Italia precipitata nel default economico e sprofondata in un clima orwelliano. C’è «un'Autorità Provvisoria di stampo militare che per fronteggiare la crescente ribellione delle masse popolari ha messo a punto una speciale arma di dissuasione: l'esecuzione di 13 'ribelli' in diretta tv con un format in stile reality show». C’è la solita ragazzina, innamorata del ragazzotto conosciuto sul bus che probabilmente «verrà fatto a pezzi». Ci sono i prigionieri richiusi in un bunker dalla coppia di cattivi (un inquietante Gianmarco Tognazzi e Chiara Iezzi. brava e carina ma inquietantissima pure lei, affrancatasi dal duo Paola e Chiara. E qui t’ aspetti che, da un momento all’altro, molli tutto e si scateni nella samba di Vamos a bailar, invece è marmorea, e di inaudita cattiveria. E ci sono campi lunghi e primi piani intesissimi e pensieri in sottofondo molto americani. Troppo americani. Il risultato mi ricorda le Decima vittima di Petri, ma senza un grammo d’ironia. L’idea c’è. Ma da qui a realizzarla ce ne vuole...

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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