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Complimenti per la trasmissione

Quando il principino George ha voglia di un Avana

Il documentario sui reali d'Inghilterrra di Sky Uno

25 Luglio 2014

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Il principino George lievemente imbronciato

Il documentario sui reali d'Inghilterrra di Sky Uno

A parte mio figlio Gregorio Indro -la cui cacca sbavante al di fuori del pannolino non ha mai rappresentato un affare di Stato - l’unico poppante osannato dei media che mai abbia sollevato la mia approvazione è Baby Herman di Chi ha incastrato Roger Rabbitt?
Attore scafato -probabilmente un nano intrappolato in un problema ghiandolare-, Herman, davanti alla cinepresa, gattonava e emetteva vagiti; ma, a luci spente, fumava, diceva parolacce, aveva una vita sessuale eccessiva e sospetto inalasse Lsd. Lo adoravo. Ma Herman, con quel suo piglio bastardo alla Bukowski, è un infante atipico. L’esaltazione del bebè, in qualsivoglia altra forma, m’ingenera il sospetto d’Erode. Si capirà, quindi come la visione di Il piccolo George documentario di Sky Uno Hd (martedi sera) mi abbia tramortito. Alle domande ferali «Come sarà cambiata la vita di William e Kate»; «Ci sarà un secondogenito?» ho cominciato a sbocconcellare, trepidante, pezzi della vita di George Alexander Louis futuro re d’Inghilterra, dalla sua prima foto ufficiale, in salopette molto working class, in braccia a papi e mami al Natural History Museum. Ho scoperto un sacco di cose. Che, per dire, a Giorgino piace un sacco lo zoo. O che aveva già visitato Australia e Nuova Zelanda, giusto per aver un’idea della colonie. In sè l’agiografia avvolta nel soffice gossip di mezz’estate, non era dannosa. Se non fosse che un foltissimo drappello di cronisti mondani, di biografi reali, di psicanalisti riempiva gli interstizi della biografia dell’erede con dichiarazioni di vario genere.
Genere nostalgico: «Possiamo dire che William e Kate sono una coppia famosa come lo erano Carlo e Diana trent’anni fa». Genere popular: «Questi Windsor sono davvero una famiglia della porta accanto» (puoi bussare se ti è finito lo zucchero). Genere acrobaticamente fiananziario: «Lo stile di Kate ha avuto un forte impatto economico sul paese, il vestito nero col colletto Topshop è in tutti i negozi». E avevi quasi l’impressione che se Cameron se ne fotte del rapporto deficit/Pil, be’, è a grazie al Topshop di Kate. In tutto questo, il principino sbuffava. Sotto sotto, come Baby Herman, aveva la voglia irrefrenabile di un Avana...

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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