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Lo strano caso della Licia Colò scomparsa

La conduttrice lascia il "Kilimangiaro"

30 Luglio 2014

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Lo strano caso della Licia Colò scomparsa

La conduttrice lascia il "Kilimangiaro"

Alle falde del Kilimangiaro (Raitre , domenica ore 15) col suo cazzeggio, coi suoi spettatori che danno l’impressione di piccoli Bruce Chatwin briosi -zaino in spalla e Lonely Planet in saccoccia- è il miglior programma di viaggio della tv. Anche perchè è l’unico rimasto.
Gli altri o sono markette spudorate o servono a far villeggiare all’estero i conduttori a spese dell’emittente. Blady/Roversi o Benedetta Mazzini su questa formuletta spiazzante -io viaggio, tu paghi- ci han campato assai. Da 15 anni al Kilimangiaro c’era Licia Colò, buona conduttrice dal sorriso contagioso: Licia, come spesso accade in tv, a forza di sorrisi, aveva pure monopolizzato tutti gli spazi dell’immaginaria sezione (solo all’apparenza di nicchia) ecologia-ambiente-animali con i programmi più disparati: King Kong, Cominciamo bene, Nati Liberi, ecc.. E sta bene. Se una è brava, e fa un buon 8% è giusto che stia sul mercato.
Ma è anche legittimo che il mercato faccia altre scelte. Qui il mercato, sotto forma del direttore di Raitre Vianello, che voleva «rinnovare il programma», ha deciso di liquidare Licia e sostituirla con un’altra conduttrice, Camila Raznovich, e un’altra formula. Non so se sia bene o male. E so che è durissima smettere di girellare il globo, pagati. E, magari, qui sotto scorrono frizioni personali e contrattuali. Ma le scelte editoriali sono come le sentenze dei giudici: si rispettano. Perciò trovo strano che la tenera Licia abbia assalito alla gola il già provato Vianello, imputandogli il fatto di aver reso il Kilimangiaro una passerella «per le vacanze dei vip». Lo trovo strano perchè, se ben ricordo, proprio al Kilimangiaro del 2010, pre-Vianello, Licia mandò in onda le vacanze di Aldo Montano e Antonella Mosetti. E proprio al Kilimangiaro del 2011 Licia «per far chiarezza sul mondo arabo» invitò in prime time Lilli Gruber, nota esperta del mondo arabo, che rivelava che «in Iran ci sono gli sciti, in Arabia i sunniti»; assieme al di lei marito Jacques Charmelot che mostrava la copertina di Kerbala, suo romanzo fondamentale «ambientato nel mondo arabo», appunto. Un makettone micidiale. Ma col sorriso. Lo stesso che pensavo opponesse, anche stavolta, senza polemiche, la prodigiosa Colò...

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Commenti all'articolo

  • biasini

    06 Agosto 2014 - 09:37

    Un vuoto a perdere in meno!

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  • nastroazzurrolc

    03 Agosto 2014 - 08:20

    Il programma non era male ma quanto costava?

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  • claudio maestri

    01 Agosto 2014 - 20:03

    Si caro Specchia sulla Gruber e consorte. Ti sei scordato di un'altra ospitata fatta dalla Licia alla Lilli la vagabonda...ed altra markettona...in quel tempo v'erano piccoli soliti disordini nel medio oriente e la rossa dal collo spellato e corrugato( come le galline dal collo pelato) con voce roca e quasi rotta dal pianto disse TESTUALMENTE: sono molto preoccupata per mio marito che è a DUBAI!!!

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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