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Diari d'America

Obama, allarme politica estera: ecco perché ha fallito

1 Agosto 2014

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Obama, allarme politica estera: ecco perché ha fallito

Se c’era un terreno sul quale, complice lo scarso interessamento della gente, Obama poteva vantare indici di popolarita’ passabili, almeno nel contesto di una calante fiducia generale nella sua direzione del paese, questo terreno era la politica estera. Ora “non e’ piu’ un punto di forza”, scrive la Associated Press nell’articolo in cui riporta gli esiti del sondaggio di fine luglio condotto dalla stessa AP (con la societa’ di ricerche GfK) su come il presidente sta gestendo le principali crisi internazionali.

Difficile per ora valutare l’impatto sul voto di novembre per il rinnovo dell’intera Camera e di un terzo del Senato che potra’ avere la stima calante nelle doti del leader del partito che guida il governo. E’ un effetto che potrebbe crescere in proporzione con l’attenzione del pubblico per le questioni estere, che sono sempre piu’ sulle prime pagine dei giornali. Per il 42% degli interpellati il conflitto tra Israele e Hamas e’ gia’ oggi “molto” o “estremamente” importante, ed il 60% disapprova il modo in cui Obama maneggia questa crisi. La situazione in Afghanistan e’ oggi al secondo posto, con il 40% di americani che la giudicano di “alta importanza”: anche su questo tema, il 60% giudica male il presidente. Sull’Ukraina, gli americani che la giudicano di pressante importanza sono il 38%, e il 57% boccia la linea seguita da Barack per contrastare la Russia di Putin. Identica la posizione sull’Iraq: la crisi nel Paese sotto l’attacco di Al Qaeda e’ valutata come molto importante dal 38% degli intervistati, con il 60% che disapprova la gestione di Obama. L’opinione sul presidente democratico in politica estera sta insomma allineandosi, al ribasso, alla sua popolarita’ complessiva: soltanto il 43% lo valuta positivamente per come si comporta nelle relazioni internazionali, mentre sono il 40% gli americani che approvano il suo lavoro in generale. Nel settembre del 2102, appena prima della sua rielezione, Obama godeva del 57% di indice di popolarita’ in politica estera: sono ben 14 punti percentuali persi in meno di due anni.

A peggiorare le prospettive per i democratici ci sono le aspettative diverse degli iscritti sulle “qualita’” dei propri partiti. Alla domanda “chi tra i due partiti difende meglio il Paese?”, il 79% dei registrati al GOP ha risposto “il partito repubblicano”, mentre tra i democratici solo il 39% ha risposto “il partito democratico”, ed una simile percentuale ha risposto di avere la stessa fiducia in entrambi i partiti.
Tradizionalmente, il GOP aveva sempre goduto di migliore stima nella gestione degli affari esteri, mentre i democratici erano “preferiti” sulle questioni interne, specialmente quelle economiche e assistenziali. Obama aveva conquistato pero’ la leadership sulle cause estere, sia per aver “finito” le guerre in Iraq e Afghanistan agli occhi di un popolo provato, sia per aver preso ed eliminato Bin Laden. All’opposto, con i superstimoli a base di tasse, con la crescita insufficiente del PIL, con la disoccupazione e la sotto-occupazione mai “guarite”, e con le riforme finanziaria e sanitaria, - tutto opera della Casa Bianca -, i democratici sono pero’ slittati nella stima generale sulle questioni interne. E l’ultimo sondaggio sul giudizio che gli americani danno di Obamacare lo conferma: il 53% degli americani interpellati nel sondaggio Kaiser Family Foundation giudicano male l’Affordable Care Act, nome ufficiale di Obamacare, mentre erano il 45% un mese fa. Il brusco peggioramento e’ dovuto al fatto che molti che non avevano espresso alcun giudizio finora, magari perche’ non avevano ancora avuto un’esperienza diretta con la nuova legge, ora che la conoscono sono passati all’opposizione. E il tema cruciale della salute, questo e’ sicuro, influira’ sul voto di novembre in modo negativo per il partito di Obama.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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