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Diari d'America

Tutti i fallimenti della politica estera di Obama, e Hillary...

11 Agosto 2014

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Tutti i fallimenti della politica estera di Obama, e Hillary...

La politica estera di Obama è un florilegio di tali e tanti fallimenti, che nel 2016 i repubblicani candidati alla Casa Bianca avranno l‘imbarazzo della scelta degli argomenti per inchiodare i democratici. Ma più ancora dei sondaggi che documentano sempre più la bocciatura della maggioranza degli americani per l’operato del presidente (vedi il mio BLOG del 2 agosto) , dalla Libia alla Siria, dal conflitto tra palestinesi e israeliani ai negoziati con l’Iran su nucleare, dall’”invasione” degli immigrati irregolari dai paesi del Centro America alla tragedia di queste ore dell’avanzamento e delle barbarie delle forze dell ‘ISIS in Iraq, è Hillary Clinton a firmare la condanna di Barack.

In una intervista a Jeffrey Goldberg per The Atlantic, l’ex segretario di Stato ha confermato l’intenzione di correre per la presidenza con una puntigliosa sconfessione delle posizioni assunte dal governo di cui pure ha fatto parte per quattro anni. Hillary ha capito che la barca di Obama è come la Concordia, e ha deciso per il pronto abbandono. Ma come per l’indifendibile capitan Schettino, però, è quasi impossibile che la ex First Lady si possa salvare agli occhi dell’opinione pubblica. La zavorra della condivisione esplicita e partecipata delle politiche del suo ex boss, condita di baci abbracci e complimenti in tv al momento della separazione da Barack un anno e mezzo fa, ha gia’ trascinato pure lei nei sondaggi e offrira’ agli avversari repubblicani la piattaforma per attacchi documentati.


In ogni caso, a disdoro dei democratici che nei prossimi due mesi scarsi sono già destinati a pagare nella campagna per le elezioni di medio termine di Camera e Senato la pessima fama del “loro” presidente in picchiata libera, l’ineffabile Hillary ci prova. E spera che distanziarsi vistosamente da Obama le restituisca la “verginita” pragmatica e filo-americana del marito Bill, di gran lunga più popolare. Ecco una mini-selezione di giudizi anti-Barack sulla “partite” più  scottanti di politica estera ai quali si arrampichera’ la 66enne Hillary tra un anno per non essere appiattita sull’ “obamismo” perdente.


IRAQ-SIRIA, e nascita dell’ISIS . ““Il fallimento nell’aiutare a costruire una credibile forza combattente di coloro che originarono le proteste contro Assad (il dittatore siriano NDR) - c’erano islamici che erano laici e c’erano componenti di mediazione – il fallimento nel fare questo”, ha detto Hillary, “ ha lasciato un grande vuoto che gli estremisti jihadisti adesso hanno riempito”. Obama, cioe’, è la causa della ascesa dell’esercito che ha dichiarato il Califfato tra Siria e Iraq.

Di recente Barack ha coniato l’espressione “Non fare cose stupide“ per descrivere il succo della propria dottrina di politica estera. Hillary l’ha ridicolizzato cosi’: “Grandi nazioni hanno bisogno di principi organizzativi come guida. E ‘Non fare cose stupide’ non e’ un principio organizzativo”.
OBAMA & BUSH. La Clinton li ha bollati come una sorta di opposti estremisti, entrambi inefficaci e sbagliati. “Quando sei chiuso, quando ti ripieghi e ti ritiri in te stesso (allusione a Obama NDR) tu non farai mai alcuna decisione migliore di quando agisci aggressivamente e in modo combattivo ti butti in avanti (allusione a George W.) . Un problema e’ che in questi giorni (con Obama NDR) noi non raccontiamo neppure bene le nostre posizioni”. Ma per un democratico, la sola idea di una terza via tra Obama e Bush è anatema. E se a proporla è addirittura chi ha fatto il braccio destro di Barack per 4 anni lo strappo non potrebbe essere più lacerante.
GAZA & ANTISEMITISMO. Israele e’ accusato di “eccesso di difesa” da tutti , e anche Obama ha chiesto a Tel Aviv di difendersi, ma pensando di piu’ alle vittime civili. “Penso che Israele stia facendo cio’ che deve essere fatto per rispondere ai razzi di Hamas, che e’ in ultima analisi responsabile della situazione” ha detto la Clinton. “E ci sono i sorprendenti numeri dei tunnel e la loro complessità, e Hamas e’ stata costantemente, e non solo in questo conflitto ma anche nel passato, men che protettiva dei propri civili”. Insomma, lei e’ con Israele senza se e senza ma, ed e’ arrivata a sostenere che “non si puo’ mai escludere l’antisemitismo, specialmente con quello che succede oggi in Europa. Ci sono piu’ dimostrazioni contro Israele, e per un ammontare esponenzialmente più ampio, di quante ce ne siano contro la Russia che si e’ annessa parte dell’Ukraina e che ha abbattuto un aereo con passeggeri civili”. Un commento che Mitt Romney e John McCain, i due avversari repubblicani di Obama nel 2012 e nel 2008, sottoscriverebbero per intero.

Per Hillary mettersi in tasca la nomination dei democratici, in una nazione sbandata e sperduta per l’assenza di leadership dell’attuale presidente, non sara’ semplicissimo: queste sue posizioni “di destra” spingeranno la sinistra del suo partito a promuovere una voce alternativa, liberal, anti-americana e anti-israeliana. E in molti prevedono che sara’ Elizabeth Warren.
Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • flikdue

    12 Agosto 2014 - 14:02

    I nostrani politici PD. (Veltroni in testa) e tutta la sinistra occidentale, che hanno fatto di Obama un campione di democrazia, addirittura premio Nobel, ora non hanno proprio niente da dire !!!!!

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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