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Leader nordcoreano

La sparizione di Kim Jong-un
spaventa l'America debole di Obama

10 Ottobre 2014

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La sparizione di Kim Jong-unspaventa l'America debole di Obama

Afflitto da gotta o diabete? Immobilizzato per una caviglia rotta o uno strappo al tendine d’Achille? Oppure vittima di un colpo di stato interno alla cricca del partito comunista e dell’esercito del Popolo? Il leader della Corea del Nord e’ sparito dalla circolazione per oltre un mese, da inizio settembre, e in uno Stato dittatoriale in cui il culto della personalita’ e’ parte fondante della “legittimita” a governare davanti al popolo senza diritti, i rumors sulla sorte di Kim Jong-un si intensificano giorno dopo giorno.

Ormai, gli appuntamenti ufficiali ai quali la sua presenza sarebbe dovuto essere una ovvieta’ con il contorno della stampa locale adorante, e che invece registrano la sua “ingombrante” assenza, si susseguono senza eccezione: l’ultima occasione e’ stata oggi, 35esimo giorno di black- out, quando KJU ha disertato le celebrazioni dell’anniversario (il 69esimo) della Fondazione del Partito dei Lavoratori. E’ come il Papa che non officia la Messa nel giorno del Natale. Nella lista di dignitari e ufficiali annunciati come presenti dall’agenzia di Stato, KJU non c’era, e l’unico accenno alla sua esistenza e’ stata una corona di fiori con il suo nome deposta davanti alle statue del padre e del nonno che hanno esercitato il potere assoluto prima di lui. Cio’ e’ forse un segnale che l’impedimento ad apparire e’ piu’ legato a motivi gravi di salute che non a un complotto in corso, se non gia’ finalizzato, per toglierlo di mezzo. Per esempio da parte di qualche “uomo forte” interno alla struttura partitica o militare in disaccordo con la sua direzione o diventato suo “nemico” per essere stato messo in un angolo.

In un recente passato, nel 2013, lo zio Jang Song Thaek non aveva fatto mistero di voler rivestire un ruolo piu’ importante, da tutore anziano del giovane KJU, ma si sa come e’ finito: processato e giustiziato. Purgato, nel gergo comunista. Come ha insegnato l’esperienza dello stalinismo russo, cui si ispira il regime di Pyongyang, un leader eliminato o in disgrazia viene pero’ letteralmente cancellato persino dalle fotografie del passato, opportunamente ritoccate per depurare la “storia della rivoluzione” anche della memoria dei traditori. Perche’, allora, permettere al Leader Supremo, che ha anche la carica di Maresciallo, di inviare una corona con la sua firma in omaggio ai due Monumenti del comunismo nordcoreano?

Le ultime volte che era apparso in un filmato ufficiale, KJU era stato visto zoppicare, e cio’ ha dato spazio alle voci di una malattia invalidante. Un’ipotesi, non confermata, e’ stata formulata venerdi’ da una fonte non citata a Sky News: lo strappo di un tendine, o la frattura di una caviglia, di cui Kim Jong-un sarebbe stato vittima partecipando ad una esercitazione militare. Ma c’e’ anche la possibilita’ della gotta o del diabete, malattie molto probabili in soggetti tendenti all’obesita’ e con alta pressione sanguigna. In un paese socialista dove i sudditi sono malnutriti, e sopravvivono grazie alle spedizioni umanitarie di grano dell’America e delle organizzazioni internazionali contro le carestie, gli unici a disporre di abbondanti forniture private di cibo sono gli alti papaveri del partito: e di KJU, che aveva studiato da ragazzo in Svizzera sotto falso nome, e’ nota la propensione a stravizi alimentari alla occidentale, a partire dal formaggio elvetico.

La tesi del complotto e’ stata avanzata da Paul French in un commento per la Reuters. “Ad avvalorare le voci di un colpo di palazzo e’ il fatto che Hwang Pyong So, da poco salito di grado con la nomina a direttore del General Political Bureau dell’esercito del Popolo della Corea, il ruolo politico piu’ alto nelle forze armate, e’ apparso all’incontro recente di Incheon in Corea del Sud (a capo di una delegazione nordcoreana che ha incontrato alti ufficiali sudcoreani in una visita a sorpresa NDR). E cio’ ha gettato benzina sul fuoco dei rumors secondo cui Kim sarebbe stato fatto fuori e un colpo di stato si sarebbe consumato”.

Geoffery Cain, sul The Global Post, ha scritto che secondo gli analisti internazionali della politica nordcoreana sarebbe ora la 31enne sorella di KJU, Kim Yo Jong, di recente apparsa in tv con una divisa di alto rango, a guidare il governo durante la “assenza operativa” del fratello. “E’ una delle pochissime persone che, secondo quanto sappiamo, ha un contatto costante e diretto con KJU. In questo momento non sarei sorpreso se fosse la sola a controllare l’accesso al dittatore”, ha detto a Cain Michael Madden, direttore del blog North Korea Leadership Watch, che studia le mosse del governo di Pyongyang.

Gli Usa seguono con preoccupato interesse l’evoluzione del “caso KJU”, perche’ la Corea del Nord e’ dotata di armi nucleari, di cui fa anche mercato con vari Stati canaglia, Iran compreso. Un cambio di leadership potrebbe portare a complicazioni ancora piu’ gravi dell’attuale status quo. Se il comando venisse assunto da un’ala piu’ militarista dell’attuale, magari approfittando della percezione di debolezza che Obama sta dando dell’America, si potrebbero acuire i rischi di destabilizzazione e proliferazione nucleare nella regione asiatica e nel mondo intero. Ma anche un cambio opposto, nella direzione del “disgelo” diretto dall’alto in stile Gorbacev, oppure causato da sommosse sociali per una situazione interna sempre meno sostenibile, aprirebbe la strada a un dramma umanitario: l’esodo di milioni di profughi verso la Corea del Sud o la Cina, un esito che per entrambe le nazioni confinanti provocherebbe costi sociali ed economici gravissimi.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • francori2012

    10 Ottobre 2014 - 19:07

    Speriamo che questo grasso scarafaggio sia schiattato.Peggio di costui non ce ne dovrebbero essere molti.(Speriamo) Francori2012

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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