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Penelope

La rivoluzione del linguaggio non basta per le donne

Avvocata, chirurga, notaia, evasora: a Modena si parlerà più femminile

5 Febbraio 2015

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Le presidenti

Da sinistra Valeria Fedeli e Laura Boldrini


Doveva essere l'anno della svolta al Colle: presidente donna per la prima volta in Italia, e invece niente. Ci ritroviamo Sergio Mattarella, che è uomo d'altri tempi e già si dice si circonderà più di collaboratori maschi che di femmine. Amen. Le fanatiche delle quote rosa si dovranno consolare con la presidente della Camera, Laura Boldrini, e con il breve interregno della rossa Valeria Fedeli, supplente del presidente del Senato, Pietro Grasso, ora rientrato al suo posto. Passi avanti comunque ne sono stati fatti: tutta in rosa era la filiera al tavolo delle presidenza durante lo spoglio per il voto sul Colle (sono donne i due segretari generali delle Camere). E poi qualcosa si muove anche in ambito locale contro il sessismo del linguaggio: è di ieri la notizia che negli atti del Comune di Modena, guidato dal sindaco Pd, Gian Carlo Muzzarelli, d'ora in avanti verrà declinata al femminile la qualifica professionale. Si dirà, cioè, avvocata, chirurga, notaia, assessora, difensora, evasora, amministratrice, ispettrice, consigliera, e via dicendo. Non solo: Modena ha deciso anche di abolire la regola del plurale inclusivo, cioè niente più maschile generico quando ci si riferisce a un gruppo composto da maschi e femmine. In pratica, se c'è un pool di avvocati, nel quale sono comprese anche donne, bisognerà specificare: avvocati e avvocate e così via. Una rivoluzione più che un'evoluzione linguistica che piace tanto al Pd e a Sel, che intendono cambiare a colpi di maggioranza tutta la modulistica del Comune, in modo da adeguarsi ai nuovi standard di <non penalizzazione del genere femminile>. Per chi avesse difficoltà, sono previsti anche dei corsi per i funzionari sull'uso del nuovo linguaggio. Un apposito bando, a tal proposito, sarà aperto a febbraio e si concluderà entro l'estate. In attesa, forse, di una "sindaca" donna. Perché poi, gira e rigira, puoi cambiare il modo di parlare, ma contano i fatti. E se comandano solo gli uomini...

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    06 Marzo 2015 - 10:28

    Ecco, mi sembra giusto : siamo talmente ricchi che possiamo anche buttar via quattrini per i "corsi per i funzionari sull'uso del nuovo linguaggio". Tutti in galera dopo una cura al manicomio criminale!

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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