Cerca

Complimenti per la trasmissione

The Voice, Chiara e il coraggio di resettare il passato

27 Febbraio 2015

0
Chiara Iezzi a The Voice

«Scusami per non essermi girata, ma io ho una grande preferenza per le voci ciccione, i vocioni blues...». Voce cicciona, eh. Dalle mie parti dicono pèso el tacòn del buso: peggio della figura cacina di Noemi è la giustificazione che Noemi stessa, di spalle, dà al fatto d’aver snobbato la voce  potente della gracile Chiara Iezzi che brillava nell’interpretazione di Thinking out loud di Ed Sheeran.
Questa, è, giornalisticamente, la scena clou -dopo un’ora e venti minuti di straordinarie blind auditions- della prima puntata del nuovo The Voice (Raidue, mercoledì prime time): Chiara di Paola & Chiara -anni di successi mondiali indiscutibili- che, in incognito si «rimette in gioco più emozionata che a Sanremo» e Noemi -di cui, per ora, non si conosce il successo mondiale indiscutibile- e Pelù che non la risconoscono, affogando nell’imbarazzo. E poi Chiara che sceglie come coach J Ax, amico della sua prima vita con l’allegro compito di rilanciarla nella seconda. The Voice ha fatto un buon 12, 69% con 3.036.000 spettatori. Tutti meritati. Al di là del coraggio molto empatico della Iezzi, il programma è migliorato, perfino dai tempi di Suor Cristina: scenografia più ricca con luci ricercate e regia più solida; efficace scelta del casting (Ax dipinge così Pelù: «Negli anni ’80 ha ingravidato il rock e ora è pieno di figli suoi»). In questo non si rimpiange la Carrà: funziona perfettamemente lo scherzoso scontro generazionale Dodi/Francesco Facchinetti col papà che vorrebbe arruolare tutti i giovani concorrenti Amalia, Fabio, Mariangela che hanno un’estenzione vocale amplia almeno quanto la sua; e il figlio che gli chiede d’essere più selettivo. Il quadretto familiare con gli auguri della figlioletta al papi e al nonno potrebbe risultare iperglicemico; ma, avendo figli della stessa età, un po’ mi sono commosso anch’io. Un po’. Posticcia, invece la parodia col plastico di The Voice con Bruno Vespa. Vivaddio la biografia dei partecipanti è appena striata, e il presentatore Federico Russo lascia che il programma si dipani da solo. Per il resto, guida la musica che cavalca il talento a pelo nudo. J Ax mostra la solita marcia in più, ma non dico nulla di nuovo.
Dal coro dei coach sulle note degli Ac/Dc all’interpreatzione del calabrase Fabio Curto di Take Me to Church, l’aria vibra d’emozione.
M’immagino la faccia di Raffa dall’altra parte, dal basso di Raiuno...

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

media