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Bernie Sanders

L'avversario di Hillary Clinton
è un porcellone del Vermont

5 Giugno 2015

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Dove sono la National Organization for Women (organizzazione delle donne di stampo sinistro)? Dove sono le femministe dei colleges? Dove sono i Democratici che attaccavano Mitt Romney perche “il GOP fa la guerra alle donne?”, e il motivo era che i conservatori non volevano, per motivi di fede, che nelle polizze statali di Obamacare fosse obbligatoria anche la “copertura delle spese per contraccezione e aborto”? Dove sono finiti tutti questi paladini, ora che i due maggiori candidati di sinistra per la Casa Bianca sono Hillary & Bernie? Di Hillary si sapeva che ha un marito dal passato volgare, con un carniere pieno di donne vittime dei suoi abusi, dalla Paula alla Monica. Contenta lei che se lo e’ tenuto, ma non e’ stato proprio uno scatto di dignita’ femminista. Piuttosto, di opportunismo puro.

Da moglie cornuta ha preferito capitalizzare il “prestigio” politico del marito, a cui per ragione di partito e’ stato perdonato tutto, anche dalle donne liberal. Di Bernie Sanders, il senatore del Vermont che cresce sondaggio dopo sondaggio quale alternativa alla Clinton, oggi si sa quale fosse il suo “Manifesto progressista” completo. Politicamente, non e’ mai stato segreto che si definisse un socialista, anche se in Congresso e’ di fatto un Democratico. Ma in materia sessuale c’e’ stata una recente scoperta. Un saggio “Uomo –e donna”, scritto da Bernie non sui banchi del liceo ma a 30 anni, adulto fatto. Dopo aver studiato psicologia al Brooklyn College e aver fatto l’universita’ a Chicago. Pubblicato nel 1972 sul Vermont Freeman, un giornale della sinistra alternativa, e’ stato ripreso ora dal magazine di sinistra Mother Jones. I brani che sto per riportare teneteli alla larga dei bambini. “Un uomo rientra a casa e si masturba con le sue tipiche fantasie. Una donna e’ in ginocchio. Una donna e’ legata. Una donna viene abusata…. Una donna gode il coito con il suo uomo e si immagina nella fantasia di essere stuprata simultaneamente da tre uomini”. Lo stile e’ chiaramente migliorabile ma d’altra parte Bernie non voleva diventare Flaubert ma il sindaco di Burlington (la piu’ grande citta’ del Vermont), cosa che gli riusci’ 9 anni dopo. Vi immaginate che cosa sarebbe stato, che so, di un aspirante sindaco, per non parlare di un candidato presidente con la tessera repubblicana se avesse corso con un passato “letterario”di questo degradante livello? Degradante non solo per la letteratura, ma proprio degradante per le donne, per come Bernie pensava del rapporto maschio-femmina. “Sapete perche’ i quotidiani con articoli tipo ‘bambina di 12 anni stuprata da 14 uomini’ vendono tanto?”, ha scritto nel testo. “Che cosa c’e’ in noi che li rende attraenti?” In pratica, Sanders confessa che gli esempi reali di violenza sessuale contro i bambini sono per lui arrapanti. E che gli succede, al socialista Bernie, per aver esposto pruriti palesemente disturbati e sconvenienti? Che non sta montando nessuna campagna scandalizzata dell’esercito della salvezza della correttezza politica contro di lui. Ne’ femministe, ne’ liberal, ne’ democratici in generale, ne’ media: tutti sempre con le antenne ritte contro chi attacca il “diritto” ad abortire delle donne o le nozze gay; tutti arruolati, con l’ardore dei fanatici islamici, soltanto se c’e’ da distruggere l’integrita’ personale di un repubblicano.

Cosi’ puoi finire alla gogna del discredito, sommerso da articoli del New York Times, se sei un Chris Christie, governatore e candidato presidente, perche’ uno del tuo staff ha fatto l’idiozia di chiudere due corsie su un ponte creando ore di code stradali per far dispetto a un avversario politico. Tu, Chiristie, che non sei neppure accusato di nulla, perche’ non sapevi della trama risibile, e mesi di inchieste hanno fatto emergere la tua estraneita’. Nondimeno, soffri ferite politiche non guaribili. Tu invece, Bernie, quelle sconcezze le hai scritte e firmate, e ne esci senza pagare pegno. Se non batti la Hillary non e’ perche’ sei stato buttato fuori della squadra dei DEM. Anzi, ti ospitano in Tv e ti permettono una difesa che, come dice l’adagio “e’ una toppa peggiore del buco”. Come ha fatto notare sul New York Post Andrea Peyser, giornalista conservatrice e mosca bianca che ha scritto il solo salace commento “Le 50 sfumature di Bernie”, il vecchio senatore ha minimizzato alla NBC con una autocritica sullo stile e con una sostanziale giustificazione:“ Era un testo scritto molto male e se ora lo leggi, il contenuto era la trattazione degli stereotipi di genere, perche’ ad alcuni uomini piace opprimere le donne, perche’ ad altre donne piace essere sottomesse agli uomini... insomma, qualcosa come ’50 sfumature di grigio’ “. Capito? Quasi si vanta di aver anticipato il best seller dell’erotismo dell’ultimo decennio, un’opera che fu peraltro messa alla berlina da stuoli di femministe, le stesse che ora chiudono gli occhi sul porcellone del Vermont.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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