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Nsa depotenziata

Barack smantella la sicurezza Usa
La Cina guida la lista di Paesi
che ne stanno approfittando

8 Giugno 2015

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Barack smantella la sicurezza Usa
La Cina guida la lista di Paesi
che ne stanno approfittando

Ci sarebbe da ridere, se non fosse un serissimo affare che inficia la sicurezza nazionale del Paese. Nella stessa settimana, infatti, sono successe due cose che fanno a pugni. Da una parte il Congresso e il presidente si sono molto compiaciuti per aver “salvato” la privacy dei cittadini contro l’invadenza della NSA, la agenzia per la sicurezza nazionale, passando una legge che ha abolito una sezione cruciale del Patriot Act e vieta d’ora in poi che il governo Usa accumuli i dati delle telefonate (numeri di partenza e arrivo, durata, ma non i contenuti). Dall’altra, la stessa amministrazione Obama che si e’ felicemente castrata il diritto-dovere di proteggere al meglio gli americani con la tecnologia digitale a disposizione, ha pubblicamente ammesso che i cinesi si sono infilati nel sistema elettronico del governo USA ed hanno rastrellato una montagna di dati personali dei dipendenti di Obama. Con buona pace dello stesso Barack, dei libertari tipo Rand Paul e dei liberal democratici che sono terrorizzati dalla pagliuzza nell’occhio (amico) della NSA e non dalla trave dello spionaggio (nemico) di Pechino.

Quattro milioni di cittadini USA, 2,1 milioni di impiegati federali attualmente in servizio, e il resto ex lavoratori federali fin dagli Anni 80, sono stati vittime di un colossale caso di hackeraggio da parte dei pirati che lavorano per Pechino: rubati i loro Social Security Numbers, infiltrati conti, lettere e contatti con banche e altri uffici governativi. L’Ufficio del Management del Personale pubblico (OPM) aveva lanciato un allarme nel novembre scorso chiedendo che intere sezioni del network interno delle comunicazioni fossero disattivate perche’ erano troppo fragili le misure di protezione dagli hackers e ci sarebbero potute “essere conseguenze per la sicurezza nazionale”. Nove mesi dopo, e con alle spalle i fallimenti clamorosi di Bradley Manning (il soldatino, oggi “Chelsea”, che pubblico’ milioni di dati militari segreti) e di Edward Snowden (l’americano piu’ amato da Putin, dai cinesi e dai terroristi avendo depotenziato la NSA), la Casa Bianca deve ammettere che sta perdendo battaglie digitali una dietro l’altra. Ma non riconosce che gli Stati Uniti sono in piena guerra cibernetica contro i suoi nemici piu’ agguerriti.

Degli attacchi dei cinesi erano da tempo noti quelli alle corporation e alle universita’, con l’evidente scopo di rubare segreti industriali e scientifici. Ora nel mirino sono finiti i dipendenti federali, la “crema” dei quali ha accesso privilegiato ad informazioni delicatissime in ogni campo d’attivita’ governativa. Costoro possono adesso essere “contattati”, dopo essere stati “infiltrati”, per ogni potenziale sviluppo con finalita’ criminale, dai ricatti alla corruzione.

Finora Obama aveva pensato di ricorrere alla sua solita tattica anche nella cyber-guerra: diplomazia, tante parole, e promesse dall’avversario. Cosi’ aveva fatto con l’idea dell’ accordo tra gentiluomini con il Leader Supremo Xi Jinping a proposito delle azioni di hackeraggio sempre piu’ invadenti, ricorda il Wall Street Journal in un lungo c0mmento di oggi sul caso. Si sono visti i risultati. Naturalmente Pechino, cosi’ come avevano sostenuto i nordcoreani quando avevano violato i network informatici delle aziende del cinema di Hollywood, afferma di non sapere nulla degli hackers dell’Esercito rosso. Come l’Iran che dice che i suoi impianti nucleari sono per produrre energia a fine pacifico.

La realta’ e’ che l’America di Barack non prende davvero sul serio i suoi avversari dichiarati: siano essi gli islamici fondamentalisti dell’ISIS che stanno destabilizzando mezzo mondo con il traguardo del califfato, siano i neo-imperialisti e i dittatori di Mosca, Pechino e Teheran. Prima lo fara’ meglio sara’ per tutti.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • lberardi

    18 Giugno 2015 - 11:11

    Stavolta non sono d'accordo, non si capisce perchè la NSA debba rastrellare dati privati senza previa autorizzazione della magistratura. Non è quindi Snowden a depotenziare la NSA, ma Obama e la NSA ad abusare della privacy e della libertà degli individui. I metadati infatti consentono di ricostruire spostamenti e contatti delle persone e quindi a violare la sfera individuale delle persone

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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