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Diari d'America

L'incoerenza di Hillary Clinton: predica l'ugugalianza e poi fa le vacanze extra lusso

22 Agosto 2015

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L'incoerenza di Hillary Clinton: predica l'ugugalianza e poi fa le  vacanze extra lusso

Hillary e Bill prendono una vacanza di due settimane, per riposarsi dalle fatiche di dover difendere a parole i poveri in campagna elettorale. Fino a fine mese saranno ad Amagansett negli Hamptons, nello Stato di New York, in una villa con vista mare, spiaggia propria e prato rasato a puntino. La localita’ e’ dello stesso esclusivo stile che in Italia equivarrebbe ad un  misto di Portofino e Costa Smeralda, per il rango dei frequentatori e i prezzi relativi, anche se sotto l’aspetto delle pure bellezze naturali le perle del Mediterraneo stanno agli Hamptons come le Cascate del Niagara stanno all’Orrido comasco di Bellano (con tutto il rispetto). Ma i newyorkesi davvero ricchi un sito per loro dovevano pur crearselo, a poche ore di macchina (anzi, a qualche decina di minuti di elicottero da Manhattan), e la Long Island (l’isola lunga) che da Brooklyn e i Queens si estende fino alla punta di Montauk e’ stata la scelta obbligata. E’ li’ che si incontrano i facoltosi di ogni ideologia, al punto che e’ una mera curiosita’ gossipara che i padroni della villa con quattro stanze da letto e l’accesso privato al mare presa in affitto dai Clinton – per il secondo anno di fila - siano noti finanziatori repubblicani (Andre Nasser, collezionista d’arte e la moglie Lois, guru del comparto immobiliare).

Il prezzo, di mercato, e’ di 50mila dollari a settimana, cosi’ che la transazione equivale a 100 mila dollari. Per mettere le cose in prospettiva, in un contesto cultural-sociale in cui il dibattito politico “alla Thomas Piketty” e’ rovente e la Hillary e il concorrente socialista Bernie Sanders si sfidano nelle primarie DEM a chi combattera’ meglio l’ineguaglianza dei redditi, la somma e’ piu’ del doppio del reddito medio annuo di tutti gli  americani, pari a 44.800 dollari, e tre volte tanto quello della media degli americani che fanno parte del 50% con reddito piu’ elevato (33mila dollari). Insomma ci siamo capiti. Da una parte tiriamo un sospiro di sollievo per come i Clinton hanno saputo raddrizzare la loro barca finanziaria da quando Bill lascio’ la Casa Bianca (“Eravamo in bancarotta”, fece sapere al paese incredulo Hillary in una intervista maldestra prima di lanciare la sua campagna). Dall’altra proviamo un senso di noia nel dover registrare, che palle, l’indomabile istinto dei liberal a dissociare il verbo che predicano con il ditino alzato a favore delle classi bassa e media, e la vita super che conducono. E che perseguono senza imbarazzo alcuno, sicuri che l’ostentazione non suoni stridente, purificata com’e’ dalla loro (supposta ma fasulla) piu’ alta moralita’.

Prendiamo un’altra Clinton, Chelsea, gia’ parte attiva della Clinton Foundation Inc, la societa’ No Profit piu’ profittevole al mondo per la famiglia che l’ha promossa. Ancora piu’ raffinata di mamma e papa’, dove e’ stata segnalata la neomamma di Charlotte questa estate? O, se volete la definizione dell’agenzia delle entrate, dove ha preso il sole la moglie del fondatore di hedge funds Marc Mezvinsky (si’, sono quegli strumenti della speculazione cattiva che la suocera bastona dal palco quando parla ai fans che gli va bene tutto). E’ il Daily Mail Online a dircelo, e a mostrarcelo con la signora in bikini. Prima di raggiungere a fine agosto la dimora agli Hamptons, Chelsea e’ stata nella Costa Smeralda, quella vera, ospite dello yacht di amici di famiglia. La coppia e’ ultravip, ovviamente: la fashionista di fama internazionale Diane von Furstenberg e il marito miliardario Barry Diller, imprenditore di successo nel settore digitale.

C’e’ da dire che le abitudini da upper class, se mai vincera’ Hillary, saranno la mera continuazione dell’esperienza di Obama. Le vacanze agostane Barack le passa nella kennedyana Martha’s Vineyard, l’isoletta paradiso dei liberal del Massachusettes, dove gioca a golf quasi tutti i giorni. Nella sua carriera da presidente ha battuto ogni record, e’ a quota 245. Giorni fa ha giocato con l’amico-nemico Bill Clinton. Che c’e’ di male a fare sport? Nulla, ovviamente. Non fosse che anche qui c’e’ un confronto scomodo, che nessuno fa per scorrettezza informativa, l’altra faccia della medaglia della correttezza politica. Quando il cowboy George Bush, anche lui appassionato di golf, dichiaro’ guerra all’Afghanistan, al primo caduto americano in battaglia decise di non giocare piu’ a golf, perche’ avvertiva il disagio nel mostrarsi, lui comandante in capo, con la mazza sul prato mentre i suoi marines morivano. Obama di guerre ne ha ereditate e dichiarate di suo tante, Libia, Siria, Isis, ma non ha provato mai la stessa sensibilita’ verso le famiglie delle vittime americane. Questione di stile, appunto.

Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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