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Penelope

Ripensaci, Flavia

La Pennetta regina d'America annuncia il ritiro, giusto mollare ora o no?

13 Settembre 2015

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Ripensaci, Flavia

Lasciare ora che sei al top. Flavia Pennetta ha appena vinto Flushing Meadows in una finale spettacolare contro l'amica di sempre, Roberta Vinci, pugliese come lei, che ha scontato la tensione e la fatica della semifinale contro la numero uno del mondo, Serenona Williams. Finale sentitissima più in Italia che negli States e alla fine l'esito quasi scontato: trionfo della Pennetta su una Vinci più scarica e fallosa, che mai avrebbe immaginato di arrivare fino lì, sebbene in doppio abbia vinto perfino Wimbledon.

Flavia Pennetta lucida e felice, con il suo chignon impeccabile da ballerina di danza classica e nessun urlo in campo, ha ringraziato tutti, si è intascata l'assegno e il trofeo, ma ha voluto dire un'ultima cosa: <Forse mi ritiro. Un mese fa ero sicuro di volerlo fare, adesso non lo so più, ma questa è l'ultima volta che gioco qui a New York in questo torneo>. L'ha detto. Fine carriera dopo una vittoria straordinaria. Giusto, sbagliato? Decisione ragionata o frutto dell'impeto del momento? Di sicuro la tennista di Brindisi è arrivata adesso tra le prime dieci del mondo e stava vivendo un momento magico, sia dal punto di vista professionale, dopo vari infortuni e qualche torneo buttato qua e là, sia dal punto di vista sentimentale. Da italiana del Sud c'è da scommettere che presto annuncerà le nozze con il bello del tennis italiano, il fenomeno dal carattere indomabile, Fabio Fognini, che ieri l'ha baciata dagli spalti e con cui divide la casa di Barcellona. Flavia vuole una famiglia, dicono gli amici. Ok, basta che il ritiro dal tennis non significhi andare a fare qualche comparsata in tv e non la si ritrovi in qualche talent di ex famosi. Se continua a giocare così, può vincere tutti gli Slam che vuole. Con la sua pettinatura da ballerina che non si scompone mai, il lungolinea potente, e la leggerezza nelle gambe che ieri ha vinto sul rovescio smorzato di una bravissima Roberta Vinci. E' vero che quando uno è in vetta è il momento migliore per lasciare, ma ci si può anche ripensare...     

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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