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Penelope

Falchi, colombe e qualche gallina

Una settimana ad alta tensione politica

16 Novembre 2013

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In difesa del kamikaze

Emanuela Corda, deputata M5S

Si conclude una settimana che ha segnato la fine di un ciclo e l'inizio di nuove realtà politiche. Le colombe hanno deciso di volare da sole, i falchi non lo  ammettere, ma godono perché i si sono finalmente levati di torno. Silvio Berlusconi si conferma un leone, un po' acciaccato e aggrappato al suo podio, ma l'unico con il carisma del leader. Hanno prevalso le distanze personali, come sempre accade nel grande zoo della politica. Ma il Cavaliere ha invitato a non sparare sulle colombe. I falchi devono imparare a essere meno rapaci con i futuri compagni di coalizione, mordano solo se necessario. Pare che Silvio, dopo il Consiglio nazionale, abbia messo un freno anche ai baby falchi che tanto avevano fatto incavolare i militanti Giovane Italia. Sono i benvenuti, a patto che non usino più i toni da estremisti sentiti dai grandi. Anche ieri per entrare nella sala del Cn i falchetti capeggiati dai fratelli Zappacosta hanno alzato la voce:, è stata l'accusa.

Ma nella settimana che sta per terminare abbiamo assistito anche ad altre perle dalla prolifica galassia grillina. Una deputata sarda, Emanuela Corda, non sapendo cos'altro fare, nel giorno della commemorazione degli italiani uccisi nella strage di Nassiriya, ha pensato bene di intervenire alla Camera non solo in difesa delle vittime italiane (quasi tutti carabinieri), ma anche del kamikaze marocchino lui stesso , ha detto. Frasi sconcertanti, che hanno suscitato lo sdegno di molti, militari in primis. La Corda, prima ha sostenuto che le sue parole sono state strumentalizzate, poi si è scusata. Fortuna che il giorno dopo ci ha pensato la sua collega senatrice, Sara Paglini, a toglierla dall'imbarazzo e a spostare l'attenzione. Paglini, nel tentativo di attaccare la Corda, ha fatto due gaffe in una: Pino Chet (anziché Augusto Pinochet) e i , che in realtà erano greci.    

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Commenti all'articolo

  • cesidiod

    23 Novembre 2013 - 21:41

    Penso che le galline siano presenti in modo abbastanza trasversale nel mondo politico. Come i gallinacci.

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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