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Penelope

Chi si deve vergognare davvero

Attacchi alle vedove di Silvio, ma lo sputo della Taverna supera qualunque cosa

30 Novembre 2013

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A lutto

Le senatrici berlusconiane nel giorno della decadenza del Cav

 

Le hanno chiamate vedove nere, vedove inconsolabili, le vedove di Silvio. Con un certo disprezzo, una punta di disgusto e la solita presunta superiorità morale di chi guarda ai puzzoni dell'altra parte dall'alto del suo piedistallo. Perfino alcune  brave colleghe della stampa progressista non hanno trovato altro di meglio da fare se non gridare allo scandalo, al cattivo gusto: tutte imbarazzate per la scelta total black delle senatrici berlusconiane. Eppure non c'è niente di strano né di scandaloso: il giorno della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi è stato vissuto dalle sue truppe davvero come una perdita. Il leit motiv della giornata, e della manifestazione di via del Plebiscito, è stata . Così l'hanno vissuto i militanti e i parlamentari azzurri. Esagerati? Può darsi, ma io non credo ci sia stata alcuna volontà, in quel nero indossato dalle senatrici, di venire meno al rispetto per le istituzioni. La loro è stata una protesta simbolica per l'avvenuta cacciata, che secondo loro non ha nulla di democratico, del proprio leader di riferimento. Ammazzato politicamente per volere della sinistra e di una certa magistratura. Che poi il leader politico sia anche considerato così amico e vicino da piangerne la sua assenza dal Senato come fosse un addio definitivo, una mancanza anche fisica, è plausibile. Perché attaccarle se la Pelino, la Bernini, la Rossi hanno vissuto così quel voto? Nessuna vergogna. Anzi, la domanda è: si devono vergognare più loro oppure la collega grillina, Paola Taverna (sempre lei), che nonostante rappresenti le istituzioni e percepisca un lauto stipendio da tutti noi, non esita a comportarsi con il consueto grado d’inciviltà e di rozzezza tipico della sua parte e gracchia al microfono “Berlusconi è una statua di cera. Un giorno di questi je sputo, nun ce la farò a trattenermi>?  Questi, purtroppo, sono i nostri rappresentanti. Meriti? Pochi. Odio tanto.   

 

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Commenti all'articolo

  • NeroBlack

    15 Dicembre 2013 - 10:41

    Questo è il risultato di tutta una serie di cose dette e di atteggiamenti che qualche collega vostra ha tenuto durante certe trasmmissioni televisive. In politica generalizzare è un difetto, è vero, ma di cui bisogna tenerne sempre di conto. Berlusconi non è famoso per il suo morigerato comportamente e attenzione verso l'altro sesso, (non è reato,per carità) ma queste cose hanno dato, ad una parte dell'opinione pubblica, l'immagine con la quale vi si dipinge.

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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