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Bresso attacca Cota ma ignora le sue firme false

Oggi verdetto del Tar sul futuro della Regione Piemonte

9 Gennaio 2014

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La zarina che non sa perdere

Mercedes Bresso è stata sconfitta da Roberto Cota nel 2010

 

La zarina rossa del Piemonte, Mercedes Bresso, ha patito tantissimo la sconfitta elettorale del 2010. C'è rimasta così male ad avere perso contro il leghista di Novara (sì, un leghista) Roberto Cota, che da allora ha cominciato la sua personale battaglia per rifarsi mettere al vertice di Palazzo Lascaris. Per Bresso e per il Pd non era possibile che Cota avesse vinto, ci deve essere stato sicuramente qualcosa di anomalo in questa vittoria schiacciante in ogni provincia piemontese, tranne in quella di Torino, l'unica dove l'ex presidente ha ottenuto la maggioranza (55% della Bressa contro il 39,51 di Cota), alla fine oltre 9mila voti di scarto tra l'uscente e lo sfidante, che l'ha spuntata veramente sul filo di lana. Un affronto insostenibile per la signora della sinistra, convinta di essere rieletta per il secondo mandato e invece no. A volte bisogna anche sapere perdere. Ma niente da fare: donna Mercedes scava scava, al grido di: , ha pescato il jolly delle firme false della lista Pensionati per Cota: circa 15mila voti in provincia di Torino. Il leader della lista, Michele Giovine, è già stato condannato a due anni e rotti per falsificazione delle firme e dunque, per effetto della legge Severino, dovrebbe decadere da consigliere regionale. Ma la Bresso ha gioito troppo in fretta. Come si dice a Roma: il bue che dice cornuto all'asino. Perché pure le firme della lista dei Pensionati in suo sostegno si sono rivelate false. E non solo quelle della provincia di Torino, ma in quasi tutto il Piemonte. Dunque, oggi, giorno in cui il Tar dovrà decidere sul ricorso avanzato dai legali dell'ex governatrice, gli avvocati di Cota potrebbero chiedere a loro volta di sospendere il giudizio, visto che c'è una sentenza del Gip di Torino che,,prima delle vacanze di Natale, ha stabilito che le illegalità sono state commesse anche da chi si professava puro e candido come un giglio. La Bresso puntava il dito contro Cota, ma anche lei è stata pizzicata per lo stesso motivo per cui ora attacca Giovine e gli altri consiglieri del centrodestra. Morale: la battaglia giudiziaria ai piedi della Mole è entrata nel vivo. E dopo il Tar, si prevede già il Consiglio di Stato. Sperando che i giudici non siano tirati per la toga da una parte sola...    

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    23 Gennaio 2014 - 23:53

    la tua sinistra è falsa e corrotta, ma suvvia, non pensarci più.

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  • cavallotrotto

    21 Gennaio 2014 - 09:00

    quando avrà spiegato come mai una corte ci ha impiegato a dare un giudizio così importante , allora dirò che la bresso ha rubato solo qualche milione . ci sono voluti 4 anni per sistemare le sue schede ? direi di sì . lei la ciccia ballonzolante , lei la fedele comunista , lei che ha permesso allo stato di rubare Malpensa per avere anche a roma . una Malpensa non funzionante ,lei il meglio , ma come hanno osato farla perdere ? vede signore n. 1 sa come ha vinto la repubblica nel 47 ? falsificando le schede . hanno fatto sparire scatoloni di schede i suoi amici comunisti , e guarda un poco la repubblica ha vinto per poco .lei è mai stato come scrutatore ? ci vada e si diverta .

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  • blu521

    14 Gennaio 2014 - 18:06

    Faccia il suo ricorso e vedremo

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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