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Complimenti per la trasmissione

Quando Conan Doyle voleva ammazzare Sherlock Holmes

Il bel documentario di Rai5 sul detective contro il suo creatore

30 Dicembre 2019

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Doyle vs Holmes

Il documentario di Rai5

A cavallo tra i plumbei anni 70 e gli 80 la Rai, specie sotto Natale, forniva agli spettatori una prelibatezza narrativa in mantellina tweed: Le avventure di Sherlock Holmes con Basil Rathbone.
A rivederli oggi, quei serial, appaiono affaticati nella trama, ma il fatto che questo Natale Rai 5 ne abbia rispolverato l’appeal nel documentario Sherlock Holmes vs Conan Doyle (prime time), be’, omaggia le vecchie generazioni e affascina le nuove. Rai 5 si pregia spesso di produzioni ottime come L’altro 900, o le monografie rock. Ma qui, nel descrivere la personalità del dottor Doyle ( “Sir” per il suo contributo giornalistico nella guerra anglo-boera) e di mister Holmes, ha reso un servizio letterario di prim’ordine. Il programma ha sezionato il mito di Sherlock che Freud riteneva di “inquietante estraneità, un personaggio talmente forte da impedire di capire se esistesse  o meno”;  ha analizzato il fatto che milioni di lettori in pellegrinaggio alla residenza del 221b di Baker Street lo credessero reale mentre sull’esistenza di Churchill aleggiava il dubbio; ha sottolineato la frustrazione di Doyle nel non riuscire a farlo fuori -la stessa di Ian Fleming che cercò di ammazzare 007- tanto che, dopo averlo fatto ingoiare dalle cascate di Reichenbach, fu costretto a resuscitarlo su pressione dei lettori inferociti; ha alternato le immagini dei vari Holmes cinematografici – Rathbone, ma anche Cushing, Lee, perfino Roger Moore- al montaggio delle vite del suo creatore. Conan Doyle, medico dalla capacità deduttiva impossibili fu eroe di guerra, corrispondente dalle trincee d’Europa, romanziere storico e horror. Con parecchi figli, moglie tubercolotica, e amante “platonica” più giovane a carico, Sir Arthur fece di tutto per liberarsi del suo doppio (anche se il suo vero alter ego era il dottor Watson, un “imbecille integrale” almeno fino alla storia Il mastino dei Baskerville). Si è parlato dei suoi i compensi stellari -30mila sterline per 6 racconti, 65mila per 13; degli altri successi editoriali tipo Il mondo perduto con l’altro eroe il professor Challenger; della morte del figlio e della sua conversione da ateo razionalista all’occultismo. Attraverso il racconto di studiosi della Sherlock Holmes Society ho ripercorso l’esistenza di uno scrittore del mio pantheon. Poi mi sono sintonizzato su una serie Netflix: Sherlock, ovviamente…


 
 

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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