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Il più grande furto

Collection #1, gira un file con 22 milioni di password rubate: come scoprire se vi hanno già derubato

18 Gennaio 2019

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Nuovi metodi per non avere più una password. Dal riconoscimento facciale al chip dentro il corpo

Lo hanno definito il “più grande furto di dati della storia”, il che poco consola perché comunque il file da 87 Gb, Collection #1, scoperto di recente dal ricercatore informatico Troy Hunt, rivelato in Italia da Agi, è uno dei più grandi archivi non ufficiali in cui possono esserci la vostra email e password usate per accedere a social e siti vari.

Il primo consiglio che gli esperti danno è di cambiare la password alle vostre iscrizioni, operazione che andrebbe svolta periodicamente, considerando che i furti massivi di questo tipo di dati avvengono ciclicamente ai danni di colossi come Facebook, Twitter, Likedin e siti per adulti. La maggior parte di questi siti ormai offre un ulteriore livello di sicurezza oltre la password, cioè la doppia autenticazione, per esempio con l’invio di un sms sul vostro telefono con un breve codice, diverso ogni volta, da inserire a ogni accesso. Un po’ come già avviene in diversi casi per il login sul proprio conto corrente online. Non avete voglia di cambiare password o sopportare un passaggio in più a ogni accesso? Immaginate che ci sia in giro qualcuno con le chiavi della vostra auto, vi sentireste ancora così sicuri?

L’archivio di furti Collection #1 può vantare quasi 773 milioni di indirizzi rubati e circa 22 milioni di password. Difficile non esserci se si è iscritti ad almeno uno dei più diffusi social network. La verifica comunque è molto semplice, sul sito Have I been pwned?, cioè “sono stato bucato?”, basterà inserire gli indirizzi che usiamo per i vari accessi e scoprire se e quante volte siamo stati derubati dei nostri dati.

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Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero è redattore di liberoquotidiano.it. Nato nel 1983, si interessa di tecnologia e innovazione e ne parla soprattutto a chi lo chiama quando gli si impalla il computer. Scrive di umanità varia e digitale, di sharing economy, di app che svoltano la giornata, di futuro. È su Twitter come @juan_r. Su Facebook c'è addirittura una pagina.

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