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Complimenti per la trasmissione

I "misteri Leosini" della signora Franca
nel delitto di Erba

Speciale Storie Maledette

3 Gennaio 2019

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La Franca  di spalle

Leosini con fratelli Castagna


Matematico. Ogni volta che nelle sue “garbate interviste choc” Franca Leosini muove un muscolo facciale, scrolla la chioma cotonata e affila aggettivi usati come oggetti contundenti; be’, lì si innesca, mediaticamente, un innaturale effetto-valanga.
Qualche sera fa -rivedibile su Rai Play- la nostra “Signora omicidi” decide, mandando in onda uno Speciale Storie maledette su Raitre, di controbattere al revisionismo sul caso Erba delle Iene (non sarebbero stati Olindo e Rosa a compiere la strage). La Franca sente, dunque, il bisogno intimo di opporsi al “vento del dubbio che soffia velenoso per ripristinare la verità processuale dei fatti”? . Il vento del dubbio per inciso era quello generato dall'inchiesta "revisionista" dell'amico e collega Edoardo Montolli su Oggi (con cui ho spesso dissentito) seguito da Le Iene. Bene. Eccoti, allora, i giornali che si riempiono di servizi sui fratelli Castagna; sulla riapertura degli atti; perfino sull’ascolto 6% di share, non sullo stesso tenore delle altre puntate del programma, peraltro. Dopodichè ecco che s’infiamma la polemica tra colpevolisti e innocentisti attizzati dal cronista Edoardo Montolli. E perfino l’autorevole Tv Talk apre sulla Franca, dividendo i telespettatori per almeno le 48 ore successive. Ma non c’è solo Erba. Lo stesso can-can comunicativo era avvenuto quando la Leosini, intervistata proprio da Libero, aveva affermato sulla legittima difesa “l’ idea che chi ha sparato per difendersi possa essere processato per omicidio, mi terrorizza. Certo, se il ladro scappa e gli spari alle spalle cambia tutto”. O quando la Franca si espresse sulle discrezionalità dei giudici sul caso Avetrana e sulle incongruità processuali verso Rudy Guede nel delitto di Perugia. O quando si avventurò nelle interviste più oscure: i fratelli Salvi, il cacciatore di anoressiche Marco Mariolini, Gigliola Guerinoni “e Stefania Albertani, la Rom che arse viva la sorella. Al mio incontro con lei, dietro lo specchio, assistevano lo psicologo e lo psichiatra e si stupirono di come, dal mutismo cominciò a raccontare i dettagli dell’omicidio …”, aggiunge lei sgranando il rosario infinito dei morti ammazzati.

Franca Leosini, napoletana, classe ’49, laureata in filologia romanza, due figlie e un marito che lavora nella finanza (di cui non parla mai), è uno strano impasto tra Camilla Cederna e Padre Brown. Ed è, attualmente, una delle donne più ricercate d’Italia. La bramano le università, i talk show, i Gay Pride (è un’icona del mondo Ltbg), i consessi di magistrati e politici, finanche il Festival di Sanremo. E lei, però, non si palesa mai con la scusa di “dover studiare le carte per preparare il programma” nonostante la circondino una decina di persone di staff che potrebbero alleggerirle il peso dei faldoni e delle sentenze. Leosini mastica delitti in Rai da 24 anni. Dopo aver diretto Cosmopolitan dove firmò un’indimenticabile intervista a Sciascia sulle donne di mafia, e dopo aver litigato con L’Espresso di Nello Ajello, Leosini venne intruppata nel Telefono giallo di Augias. Lì le chiesero di occuparsi dell’omicidio di Anna Grimaldi, nobildonna, amante del giornalista del Mattino Ciro Paglia, da Napoli. Il successo in video fu tale che l’allora direttore di Raitre Angelo Guglielmi la spinse davanti alla telecamera per un format tutto suo, Storie maledette, ormai un cult della tv. Da allora il programma è in progressione spaventosa anche in prima serata. Sarà per la capacità di racconto (“Io voglio capire le emozioni umane: perché una persona normale ad un tratto, si rende colpevole di orrori che mai avrebbe pensato di commettere”). O sarà per il lessico quasi simbolista della conduttrice che cesella termini elegantissimi per dipingere delittazzi efferati (“ardore lombare”, “questuante dell’amore” per il caso Scazzi, “pastori scesi da un presepe sbagliato” per i fratelli Castagna). Ma, insomma, la Franca riesce a sublimare con grazia questa ossessione per il male che la invade da tempo immemore; e riesce a renderla materia televisiva. Ricordo una volta, dieci anni fa quando discettando di cadaveri non solo prende la linea al 6% di share e in tre minuti la portò all’11%; ma si permise pure di strapazzare in un immaginario confronto l’acciaccata Raffaella Carrà il cui format Amore era strombazzatissimo su Raiuno. Per dire.

Franca ha molti fan soprattutto tra i giovani che veleggiano sui social e qualche nemico ben scelto. Per esempio il critico tv del Corriere della sera Aldo Grasso non perde occasione per sbeffeggiare i “misteri Leosini”; accusa la Franca di pornografia dei sentimenti e ne ritiene i dossier aperti molto destabilizzanti. E, in effetti, un po’ destabilizza il fatto che le mani della Franca, ogni giorno, sfrondino centinaia di lettere -incellofanate come reperti della scientifica- di serial killer, assassini, stupratori che le scrivono alla ricerca di un suo cenno d’assenso. Però prendere il delitto per strada -come avrebbe voluto Raymond Chandler- ed invitarlo in salotto è un’idea luminosa, con una sua oscura fascinazione…
 
 
 
 
 

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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