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Complimenti per la trasmissione

Il metodo Kominsky, come ridere sulla morte e la vecchiaia

Un inedito Micheal Douglas

29 Aprile 2019

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L’insieme, onestamente, è puro surrealismo. Avete mai provato ad organizzare il vostro funerale con la bara attorniata da un coro di popstar nere; la folla scomposta del Giorno del Ringraziamento fatta di volti hollywoodiani; una drag queen dalla voce divina travestita da Barbra Streisand perché la vera Streisand non poteva venire; Jay Leno -uno dei più grandi anchorman americani- che spara battute a raffica dal leggio; e vostra figlia che irrompe, ubriaca, nel cuore dell’evento, carica di borse griffate come fosse un albero di Natale?

Be’, Eileel Newlander, deceduta di un mare incurabile ma ancora in grado di fare sesso col marito sul letto di morte, l’ha fatto. Dal feretro s’è gustata le sue esequie. E le lacrime, in questo pezzo di teatro che pareva Ionesco riletto da Neil Simon, scorrevano copiose almeno quanto i sorrisi. Specie le lacrime di Norman (interpretato da Alan Arkin), il coniuge sfortunato, e quelle del di lui miglior amico Sandy Kominsky (Micheal Douglas): ossia dei protagonisti de Il metodo Kominsky, la serie Netflix di Chuck Lorre che rende il bromance - il rapporto di amicizia fraterna tra uomini- una grande intuizione narrativa che non si vedeva dai tempi della Strana coppia.  Sandy è un vecchio ex famoso attore con una figlia di grossa taglia morale e fisica; e gestisce una scuola di teatro insegnando un innovativo metodo di recitazione costruito sia sull’impersonificazione sia sul cazzeggio. Norman è il suo storico agente, fondatore di un’importante e ancora fiorente agenzia di star, una specie di Lucio Presta dell’East Village ma molto più colto. Quando la moglie Eileel si spegne, Norman viene preso in affidamento da Sandy.

 Da qui parte il crescendo di un’inarrestabile girandola di gag sulla vita, sulla morte (solo lo scrittore Gunther Grass, dal suo ricovero ospedaliero ha parlato e trattato delle morte in modo così lieve ed esaustivo), sulla prostata (l’urologo è Danny De Vito), sui rapporti di coppia (Sandy, lascia una 26enne e s’innamora di Lisa una sua allieva cinquantenne uscita da tre matrimoni), sul fisco (Sandy non ha più pagato le tasse dopo che il suo commercialista è morto), in generale sui sentimenti. Il tutto raccontato con una grazia che ha molto di innaturale. Uno degli apologhi sulla vecchiaia e tutto quello che gira intorno più divertenti che abbia visto…

 


 
 

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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