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Complimenti per la trasmissione

Aiuto! Salvate la tv dalle (finte) nozze di Pamela Prati

La pochade del gossip matrimoniale sta diventando insopportabile

23 Maggio 2019

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Prati vs Toffanin

Lo scazzo in diretta a Canale5

Fare del gossip in tv è come scrivere un editoriale politico in punta di penna: devi conoscere i fatti e, soprattutto, non annoiare il lettore.

Ora, di questa faccenda del “giallo del matrimonio di Pamela Prati” che intasa democraticamente i palinsesti -da Domenica in a Domenica Live, dalla Rai a tutta Mediaset, con una capatina su La7- non solo i fatti continuano a mutare prospettiva, ma soprattutto cominciano a provocare un’invincibile orchite che è di certo inversamente proporzionale agli ascolti, ma non aiuta la qualità della tv. La storia della Pamelona sembra uscita da una puntata di Uomini e donne, ma è scritta molto peggio. Tra gli elementi da pochade spiccano: la cougar pregiata del nostro immaginario giovanile che avrebbe contratto un matrimonio segreto con -mi pare- inesistente Marco Caltagirone; il ruolo sospetto di due pierre che avrebbero organizzato le finte nozze allo scopo di finire sui giornali; una serie di autori, impresari, conduttori più o meno consapevolmente conniventi con un’ immensa fuffa mediatica fornita alla massa del popolo bue. Tra i conduttori escludo, ad onor del vero, Silvia Toffanin che non solo non è stata al gioco, ma ha smontato la Prati a Verissimo, dando l’impressione di essersi graziosamente rotta i maroni, con un piglio che mai avrei detto. Però, per il resto, mesi di straziante, martoriata telenovela sull’episodio della vita di un’ex starlette bisognosa di fama che Louella Parsons e Hedda Hopper, dee del pettegolezzo della Hollywood babilonia, avrebbero al massimo infilato in 30 righe a pagina 40 dei loro lettissimi tabloid.
Ma davvero suscita l’interesse compulsivo della gente e dei direttori di palinsesto sapere se Pamela Prati sia sposata, quando nessuno neanche sapeva che fosse nubile? Soprattutto è essenziale per i destini dell’umanità tirarla per le lunghe, farcire i talk di amici e nemici, scettici e sostenitori, filosofi e psicologi per sfruculiare gli abissi delle psiche di Pamela quando la maggior parte dei suoi esegeti, un tempo -parliamoci chiaro- era attratto solo delle sue tette? Personalmente ho apprezzato, di Pamela, anche la professionalità da soubrette, specie nelle mie notti fanciulle davanti al Bagaglino. E a vederla così mi si stringe il cuore.  A vedere il contorno, invece, con tutto il rispetto, mi si stringe il dito sul grilletto del lanciafiamme…


 
 

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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