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Complimenti per la trasmissione

Poveri cristi, quando la politica diventa calcetto

Il corto che spopola su Youtube

11 Settembre 2019

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Scifoni e il pallone

il regista attore Giovanni Scifoni

Immaginate un campetto della torrida periferia italiana ad agosto, cicale in sottofondo; e inquadrature in stile calcetto aziendale alla Fantozzi e ironia possente alla Gianni Brera; e due capisquadra – quello del “Calcio Democratico” in maglietta rossa e dell’ “Atletico Destra” in t-shirt nera- che scelgono le formazioni per la partitella. 
Bim bum bam, palla a me, scegli tu per primo.  “Io mi prendo violenza sulle donne”, fa la sinistra accogliendo due ragazze visibilmente picchiate; “E allora io mi prendo, ‘No all’utero in affitto’”, ribatte la destra che acchiappa una signora incinta e la mette a centrocampo. “Io diritti LGBT!”, urla ancora a sinistra mentre due omosex in maschera di cuoio e frustino raggiungono l’ala destra; e “Io proLife!” facendosi largo tra turbe di famiglie con ragazzini che sventolano le lastre del feto e i “valori non negoziabili”, ribatte la destra. Mentre gruppi di cattolici si dividono, tra quelli del volontariato capeggiati da Papa Bergoglio e quelli dell’ “aiutiamoli a casa loro” sostenuti da Papa Ratzinger; il quale, in tedesco sibila: “Io sono molto prafo come terzino sinistro”. Nella trama suddetta del cortometraggio Poveri Cristi di Giovanni Scifoni (su Youtube, Facebook e alcune tv locali) si disvela, più che in ogni altro programma satirico, l’essenza della vera politica italiana. Nell’immaginaria partitella tra opposte ideologie ritroviamo, incarnato in figurine di piccola umanità, tutto l’apparato retorico e ideologico dei partiti: Greta Thunberg che tracanna whisky e si butta sinistra, Bibbiano arruolato a destra contro i dem, l’arbitro ebreo “ma antipalestinese”,  i migranti fermati da Salvini e sostenuti da Zingaretti come centravanti. A visionare questo film, che circola nel web con una viralità invincibile, il sorriso evoca le grandi parodie del Terzo segreto di satira o Casa Surace o di tutti Crozza del mondo. E lo slogan “L’Italia è un Paese che ama il colore, l’Italia colora tutto, colora tutti, e chi rimane senza colore sono solo i poveri cristi”, be’, descrive esattamente l’imbarazzo di Gesù Cristo. L’unico, appunto, rimasto a bordo campo, fuori dal gioco (“Scusa, sennò eravamo in dispari”) con la disperazione di chi s’era “pure portato gli scarpini”. Da morire. E non solo di risate…

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Commenti all'articolo

  • Sebast

    12 Settembre 2019 - 03:03

    Fantastico! Video bellissimo e totalmente condivisibile! Scifoni un grande

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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