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Complimenti per la trasmissione

Imma Tataranni, ovvero come innamorarsi di un pm ineducato e petulante

La nuova fiction di Raiuno

10 Ottobre 2019

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Imma Tataranni

Valeria Scalera nei panni della pm

Se la vedesse Agatha Christie avrebbe un calo degli zuccheri.

 Perché Imma Tataranni sostituto procuratore (la nuova fiction del prime time domenicale di Raiuno) non possiede nulla del portamento dell’investigatrice classica.  Imma è scostante, petulante, poco educata; e tratta come uno scendiletto - al pari del suo diretto superiore che mal la tollera- l’adorabile marito Pietro De Ruggeri; e considerata la figlia adolescente come un soggetto da attenzionare (specie quando la ragazza s’imbuca con i ragazzi in discoteca). Soprattutto non ha le phisique du role: veste orribili pelliccette da mercatino dell’usato; sembra una di quelle casalinghe che negli anni 70, per arrotondare, facevano i porta-a- porta dei cosmetici dalle amiche. E, in più, sfodera una capigliatura magenta passata alla galleria del vento che mi ricorda un po’ Davide Mengacci un po’ Gene Simmons dei Kiss. Per dire, Imma è talmente conciata che la sua interprete, la brava Valeria Scalera, dichiara che nonostante il successo, per strada non la riconosce nessuno. Ciononostante, io comincio ad amare la dottoressa Tataranni. Parte della critica -il professor Aldo Grasso- afferma che la sua recitazione sia “un po’ troppo sopra le righe quasi al limite della caricatura”.  E lo è, sopra le righe. Ma è proprio questa la novità. Si può obiettare che il dialetto lucano o il pugliese (è ambientata a Matera, come vuole la moda) non siano la lingua perfetta su cui costruire una trama innervata di colpi di scena e morti ammazzati, ma è sicuramente uno squarcio nelle vulgate Rai che vedono quasi tutti i protagonisti parlare romanesco, anche se stanno in Trentino o ad Aosta. Nella versione iniziale del tenente Colombo, Peter Falk sottolineava l’accento italiano e col suo fare sciatto ai limiti del grottesco divenne ben presto una cifra stilistica.
Anche nella trama Imma sta migliorando. La storia dello scambio di identità di un architetto gay che ammazza suo fratello e, pirandellianamente, ne ruba l’identità, per esempio, non è nuovissima ma titilla temi sociali. Poi c’è questa sottotrama familiare ai limiti del comico, praticamente Eduardo. L’annuncio della prossima puntata è che la magistrata verrà baciata dall’agente Ippazio. Non so se essere geloso…


 
 

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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