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Hillary Clinton, altro che vendetta: i dem umiliano lei

Glauco Maggi
Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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Si e' trasformato in farsa l'ultimo tentativo dei Democratici di sovvertire l'esito delle elezioni attraverso l'impossibile rivolta tra i 538 Grandi Elettori del Collegio Nazionale. Volevano convincere almeno 37 repubblicani (dei 306 conquistati da Trump con le sue vittorie nella maggioranza dei 50 stati) a non votare per lui e a fargli cosi' mancare il quorum dei 270 voti necessari alla solenne ratifica che avverra' al Congresso di Washington il 6 gennaio 2017. E' finita, invece, che ci sono sono stati piu' Grandi Elettori democratici che non hanno votato la Clinton – quattro su 232 - che repubblicani che non hanno votato Donald, soltanto due su 306. Che qualche mosca bianca, di entrambi i partiti, abbia scelto di avere un attimo di celebrita' inscenando una moderna commedia “hamiltoniana” ci sta: in un “Federalist Paper” del Padre Fondatore Alexander Hamilton si trovano arcaiche argomentazioni sul ruolo vigilante dei Grandi Elettori (in 230 anni di elezioni presidenziali Usa ci sono stati in tutto poco piu' di 100 casi di ‘traditori', sempre ininfluenti) e i “Never Never Never Trump” del 2016, sparuti come i soldati giapponesi dispersi nelle foreste sul Pacifico perche' ignari che la guerra mondiale era finita da un pezzo, vi si sono abbarbicati. Ma che, spalleggiando il tentativo di ‘colpo di stato' (la definizione e' del Wall Street Journal), si siano esposti al ridicolo la Clinton, il suo fido mancato capo staff John Podesta, e la corte dei giornalisti liberal dalla CNN al New York Times, e' grave, ed e' la prova che la batosta della disfatta dei DEM non e' stata ancora digerita. Passera'. L'America stende un velo pietoso sull'autogol del 4 a 2 per Trump nella vicenda del Collegio Nazionale, e si rivolge con ben altro interesse ai numeri che sono motivo di soddisfazione e di speranza di successo per tutti. Wall Street -  In una sola giornata, ieri l'altro, il totale del mercato azionario USA ha creato ricchezza per 98.400.000.000 dollari (98,4 miliardi). E da quando, l'8 novembre, Trump ha vinto la presidenza, il valore complessivo delle azioni americane e' cresciuto di 1.600.000.000.000 (1600 miliardi di dollari). Una festa per gli investitori, del GOP e dei DEM. Indice dell'ottimismo - Secondo l'U.S. Economic Confidence Index della Gallup, la settimana chiusa il 18 dicembre ha registrato una media di crescita ad oltre 10 punti percentuali positivi, un record nel suo trend di 9 anni. Le due settimane precedenti l'indice della fiducia, calcolato come saldo netto tra ottimisti e pessimisti, era gia' salito in media a un disavanzo positivo di 8 punti. Dal marzo del 2015, e' la prima volta che l'indice e' tornato in territorio positivo. E la piu' recente rilevazione, +11 punti, e' il risutato del 53% di americani che dicono che le condizioni economiche “stanno andando meglio” contro il 42% che dicono che “stanno andando peggio”. Dollaro Usa - La valuta americana e' balzata martedi' al suo livello piu' alto da 14 anni contro il paniere delle altre monete principali nel mondo. L'indice ha raggiunto quota 103.31, la piu' alta dal dicembre 2002. La forza del dollaro si accompagna alla decisione della FED di alzare i tassi di 25 centesimi, maturata per le condizioni dell'occupazione in miglioramento e destinata a far crescere leggermente l'inflazione. Ma il contesto e' di aspettative di crescita del PIL su basi reali, viste le politiche annunciate da Trump sulle spese nelle infrastrutture e sui tagli delle tasse personali e aziendali. Inverno al via - A proposito di svolte positive per l'umore della gente (ma in questo caso Trump non ha meriti e i DEM non hanno colpe), segnalo il momento simbolico del ‘ritorno alla luce' per tutto l'emisfero settentrionale: alle 5.44 dell'alba di oggi, mercoledi' 21 dicembre, a New York, c'e' stato il solstizio d'inverno. Da domani, il chiaro si allunghera'. di Glauco Maggi twitter @glaucomaggi

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