Il giudizio obiettivo

i 100 giorni di Trump: i fatti buoni e quelli cattivi

Glauco Maggi

I profitti in crescita di molte aziende quotate americane hanno dato l’ultima spinta per far tagliare martedi’ 25 aprile al Nasdaq il traguardo mai toccato finora dei 6000 punti (ha chiuso a 6025), e per riportare il Dow Jones in zona 21mila punti (20.996), ma e’ innegabile che anche la vittoria di Trump abbia fatto la sua parte nel dare euforia agli investitori di Wall Street. I 100 giorni dall’inaugurazione della sua presidenza stanno per scadere (il 29 aprile) e Trump e’ sotto pressione perche’ subito dopo l’inaugurazione del 20 gennaio i giornali hanno enfatizzato la scadenza, inventata nel 1933 da FD Roosevelt che l’aveva coniata per giudicare il lavoro del Congresso, per attendere il neo-eletto al varco. Si percepisce la smania dei media mainstream di stendere il primo bilancio della Casa Bianca di Trump, che per i liberal e i DEM ovviamente sara’ un profondo rosso, mentre un giudizio piu’ equilibrato vede ombre e luci. I presidenti all’esordio non possono sottrarsi allo scrutinio, anche se e’ un esercizio che vuole dire poco, anzi nulla, del successo che otterranno nell’intero mandato con la loro attivita’, domestica e nel mondo. Obama, che pure sapeva di poter contare su una stampa amichevole e su un indice di popolarita’ positiva del 65% (contro il 29% di detrattori) disse, prima della data a due zeri, che “i primi cento giorni saranno pure importanti ma e’ probabile che saranno i primi mille a fare la differenza”. I commentatori onesti non possono che concordare, nel merito, con Barack, ma si sa che se Trump mettesse le mani avanti alla stessa maniera sarebbe sbeffeggiato. Cornuto, e mazziato. Perche’ e’ innegabile che di errori ne ha fatti svariati, Donald, ma anche che ha gia’ realizzato tante cose positive. Qui proponiamo una simbolica lavagna con le due colonne: i fatti cattivi e i fatti buoni dei 100 giorni di Trump. FATTI CATTIVI 1= La nomina di Michael Flynn a Consigliere per la Sicurezza, l’uomo sbagliato al posto sbagliato e che e’ fonte continua di imbarazzo: l’ultimo e’ di ieri, con la notizia che non aveva denunciato il pagamento di una consulenza per un governo straniero. 2= I due Ordini Esecutivi per vietare ai cittadini di sei paesi islamici di entrare negli USA: efficacia discutibile, implementazione giuridica pessima, e bocciatura imbarazzante, e reiterata, subita dai giudici. 3= Fallimento del tentativo di far passare la cancellazione, con contestuale rimpiazzo, della legge Obamacare. Il testo non e’ stato neppure messo ai voti alla Camera, anche se il GOP ha una larga maggioranza. Trump ha sbagliato a delegare allo Speaker Paul Ryan, e alla coppia del suo capo staff Reince Priebus e dello stratega Steve Bannon, la scrittura del testo e la raccolta dei voti alla Camera. Ora sta cercando di rimediare con un secondo tentativo, e deve mostrare di saper imparare dagli errori. 4= Aveva promesso di costruire il Muro, prima dicendo che lo avrebbe pagato il Messico, poi che sarebbe stato finanziato per legge dal Congresso. Il 25 aprile ha rinunciato a inserire la voce di spesa per 1,5 miliardi nel budget: doveva essere un anticipo sui 15-20 miliardi necessari in totale, ma non ci sono neanche quelli. In compenso, con questa rinuncia Trump ha evitato la “serrata del governo”, che sarebbe stata “la madre di tutti i fallimenti”. FATTI BUONI 1+ Il “boom” della Borsa e la salita degli indici sulla fiducia dei consumatori sono, soprattutto, merito suo. Gli annunci di tante aziende (IBM, Ford, Boeing) di investimenti e assunzioni negli USA sono nel solco di “Fare ancora grande l’America”. 2+ La revoca del bando di Obama alla costruzione delle condutture di gas e petrolio Keystone Pipeline e Dakota Access e’ una spinta alla indipendenza energetica e all’occupazione. 3+ La conferma del Senato a Neil Gorsuch, il giudice conservatore, per il posto di Giudice della Corte Suprema ha visto il GOP unito e soddisfatto. Ha formato un gabinetto di figure eccellenti: stimati ex generali nei posti chiave della sicurezza, dopo il fiasco di Flynn; nomi con forti esperienze di lavoro nei ministeri economici e al Dipartimento di Stato. 4+ Il piano di Trump per le tasse, presentato questa settimana: aveva promesso di tagliare la corporate tax dal 39,6% al 15%, e cosi’ sara’, se convince i parlamentari repubblicani. 5+ Gli ordini esecutivi per la protezione dei confini sono un passo concreto contro l’immigrazione illegale e la criminalita’. La nuova atmosfera di ripristino dello Stato che fa rispettare le leggi, controlla ed espelle gli irregolari, ha fatto crollare del 90% i tentativi dei clandestini di varcare il confine, anche senza che ci sia il Muro. 6+ Trump diplomatico: in meno di 90 giorni ha incontrato e stretto relazioni buone, o ottime, con i leader di tutti i maggiori paesi (Cina, Giappone, Germania, Gran Bretagna, Israele, Canada, Italia, Giordania, Egitto) esclusa la Russia. Doveva essere una minaccia per il mondo, lo e’ per la Siria, l’Iran, la Corea del Nord. 7+ Trump comandante in capo: i missili sulla Siria per punire Assad che gassa i suoi sudditi, la maxibomba sull’ISIS in Afghanistan, le manovre per stoppare la corsa della Corea del Nord verso l’arricchimento irreversibile del suo arsenale militare sono azioni giuste e apprezzate dai DEM negli Usa e dagli alleati nel mondo. Il confronto duro con Putin sulla Siria ha ridicolizzato la campagna dei DEM sui sospetti di collusione. di Glauco Maggi  twitter @glaucomaggi