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Economia a gonfie vele

Stati Uniti, con Donald Trump la classe operaia va in paradiso

6 Settembre 2018

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Stati Uniti, con Donald Trump la classe operaia va in paradiso

Nel weekend del Labor Day e delle occasioni commerciali di fine estate sono andato da Macy’s in Herald Square. Erano appena passate le 10 di domenica 2, e l’emporio piu’ grande di New York, e piu’ famoso al mondo per il classico film “Miracolo sulla 34esima Strada” e per la parata del Thanksgiving di novembre, era aperto da pochissimo. Dov’e’ la notizia? E’ che non mi era mai capitato prima, qui o altrove, d’essere accolto da due file festanti di decine di commesse, commessi e supervisori. Ridevano, ballavano, cantavano. E applaudivano. Cioe’, ringraziavano noi clienti, la fonte del loro posto di lavoro. E’ stato un atto inatteso, ed emozionante.

Non so se fosse una pratica di marketing imposta dalla direzione, e io non entro da Macy’s ad ogni apertura d’orario per poter dire che c’e’ stato un “miracolo sulla 34esima”. Ma dovessi giudicare dalla spontaneita’, e dai sorrisi, direi che non c’era proprio alcuna forzatura “da contratto” in quel teatrino durato qualche minuto. Poi, tutti ai loro banconi a produrre.

Macy’s, come pure la catena di supermercati Wal-Mart che da sola e’ il termometro della salute delle vendite al dettaglio in America, sta facendo buoni risultati finanziari e di fatturato, ultimamente. Questo vuol dire che chi ci lavora e’ piu’ sereno e non ha paura d’essere licenziato, almeno nel breve termine: vuoi vedere che e’ persino contento, alla faccia della alienazione marxiana del dipendente?

Aspettando dati meno episodici degli applausi delle commesse di Macy’s per giudicare l’umore nell’intero settore commerciale, prendiamo il sondaggio Harris, commissionato da Express Employment Professionals (agenzia di collocamento) tra i colletti blu per misurare come sta la classe operaia. Doveva essere disperata, e invece oggi si sente in paradiso. Ed e’ sparita la gente che, per usare le parole di Obama quando dipingeva i lavoratori delle fabbriche e dei campi della Pennsylavania ai party dei suoi finanziatori liberal, “diventa sempre piu’ amara e astiosa e si aggrappa alle armi e alla religione” per trovare una ragione di vita.

Miracolati da Trump, tre su quattro operai chiamano oggi i loro posti di lavoro “un buon percorso di carriera”. Quattro su cinque sono d’accordo con la frase “il mio lavoro fornisce un buon livello di vita per sostenere finanziariamente la mia famiglia”. L’86 per cento degli intervistati ha detto che “e’ soddisfatto del lavoro”, e il 90 per cento e’ “orgoglioso” dell’impiego che ha. Il 70 per cento sostiene che “il Sogno Americano e’ vivo per gente come me”, mentre l’88 per cento tra i genitori interpellati concorda con la frase “i miei figli avranno un futuro migliore di quello che avro’ io”. Prosaicamente, piu’ dei due terzi ha riportato di aver ricevuto un aumento di paga nell’anno passato.

E se sono felici i dipendenti, in che condizioni sono i padroni e i manager di aziende, piccole e grandi? Pure loro sono in paradiso. L’83 per cento degli imprenditori e degli executives di aziende grandi e piccole dice che “il business sta andando meglio rispetto a due anni fa”. Questo secondo sondaggio e’ di Zogby Analytics, che nella analisi di commento si astiene dal dare meriti: “Una straordinaria maggioranza (l’83%) degli interpellati ha detto che gli affari vanno meglio comparati a due anni fa. Se questo sentimento sia il risultato di azioni portate avanti durante la presidenza Obama o durante la presidenza Trump e’ oggetto di dibattito”. Le opinioni su chi abbia il merito si dividono a seconda della simpatia per un partito o per l’altro, ma il 76%, oggi, vede ancora piu’ crescita per l’economia USA nel futuro. 

Dalle commesse ispaniche e afro-americane di Macy’s ai dirigenti aziendali, anche se hanno la tessera dei DEM, insomma, e’ tutto un applauso al business attuale dell’America, e alle sue prospettive. Ma questo sentimento non e’ necessariamente, stando almeno al sondaggio Zogby, una dichiarazione di voto a favore del GOP nelle elezioni di medio termine da parte dei padroni e padroncini. Il 47% pensa che votera’ per i candidati DEM, contro il 34% per il GOP.

Deve pensarci la classe operaia, in altre parole, a ringraziare i repubblicani per cio’ che fatto Trump.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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